L’ultima saga sulla sanità siciliana, come da tradizione,  non ha niente da invidiare alla cosiddetta ‘mafia bianca’, agli ormai preistorici scandali delle cliniche Aiello, quando l’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, stabiliva dentro un retrobottega le tariffe delle convenzioni, ovviamente  debitamente maggiorate, con l’allora ras della Sanità Michele Aiello. Oggi le cose, se possibile, sono pure peggiorate, per colpa della Magistratura che non si fa i fatti suoi e non lascia in pace i Governatori di turno ed i loro intoccabili dirigenti regionali. Ogni volta è la solita storia, fatta di gare truccate, con relativi esborsi di tangenti, i cui importi in questi momenti di emergenza, per colpa del caro Covid, sono lievitate al 5%; quando la mafia-mafia, nei favolosi anni Ottanta, ai tempi dell’accordo del tavolino, con Siino che dava le carte, si limitava al 3 %. Gli incarichi dirigenziali, sono sempre pilotati e conferiti, rigorosamente, col manuale Cencelli alla mano, i cui criteri si basano sui demeriti, l’ignoranza, la disponibilità a fare intrallazzi ed il grado di ricattabilità del mariuolo di turno, prescelto per ricoprire qualsiasi incarico. Questa la chiamano politica e, qualcuno, pensate un po’, osa anche spingersi oltre, chiamandola pure democrazia! Lo sappiamo, da sempre, che invece si tratta di un verminaio, in cui le solite lobby d’interessi, avvalendosi di faccendieri, di funzionari e di politici corrotti, continuano a perpetrare il loro potere economico e politico. I soldi fanno soldi, mentre i pidocchi, che poi siamo la maggioranza, fanno pidocchi!

Uno dei capitoli di cui ci occupiamo oggi, noi poveri pidocchi, è soltanto l’ultimo della serie. E dopo rifiuti, acqua, energia, petrolio ed aree industriali, con tanto di micidiale e devastante inquinamento a parte, ci eravamo quasi quasi dimenticati della voce di spesa più grossa di ogni Regione italiana, quella destinata alla sanità; sempre meno pubblica e sempre più privata. E quando diciamo privata, intendiamo anche privata di tutto, compresi i famosi LEA, ossia i Livelli Essenziali di Assistenza. Tanto a morire che ci vuole? Niente! Basta per esempio  entrare in un pronto soccorso ed il gioco è fatto! E’ quando ti accorgi chi ci sta dietro, sopra o sotto il ‘tavolino’ di oggi, non puoi fare a meno di constatare come per fare affari indisturbati basta coinvolgere i parenti, possibilmente quelli più stretti, di chi dovrebbe controllare che tutto va bene, dentro le strutture od i servizi finanziati con i soldi dei contribuenti.

Giudicate il caso che segue…

La storica Casa di Cura Candela SpA di Palermo ha come presidente/socia di maggioranza la dott.ssa, nonché  Cavaliera del Lavoro, Barbara Cittadini, figlia del celebre medico-scienziato, Ettore Cittadini e moglie dell’ex deputato Dore Misuraca; è anche presidente nazionale  di AIOP-Confindustria (Associazione Italiana Ospedalità Privata). La responsabile del servizio di qualità della Clinica Candela è Giovanna Piccinno, figlia del compianto ex generale dei Carabinieri Cosimo Piccinno, già capo dei NAS. Il marito della figlia del de cuius, ci riferiamo sempre al generale Piccinno, scomparso prematuramente nel 2015,  è inquadrato nell’organico della PFE, un’azienda che è diventata, in Italia, un colosso nel settore delle pulizie e sanificazioni. Stiamo parlando della PFE di Salvatore Navarra, arrestato in questi giorni a seguito dell’inchiesta sulla sanità siciliana, assieme al commissario per l’emergenza Covid in Sicilia, Antonio Candela, ennesimo eroe della legalità a buon mercato, al quale la magistratura ha tirato giù la maschera, dopo i vari Helg, Montante, Saguto. Il genero del generale Piccinno si chiama  Vincenzo Lo Curto ed è responsabile per le pubbliche relazioni della PFE. E’ stato capo di gabinetto dell’assessore regionale Gaetano Armao. A lui fa riferimento il canicattinese Salvatore Manganaro, uno dei faccendieri arrestati assieme all’icona della legalità, Antonio Candela ed al ras delle pulizie Navarra Junior,  vantandone le sue ‘entrature’ politiche  e le illustri parentele, come si legge nella trascrizione di un’intercettazione.  Ed è proprio il genero del generale Piccinno che lavora adesso, gomito a gomito, con Salvatore Navarra Junior che è anche figlio di Salvatore Senior, al quale il giornalista Nino Amadore ha dedicato un libro-panegirico dal titolo: ‘My name is Totò’; in esso vengono celebrate le virtù imprenditoriali  della famiglia Navarra, originaria di Mussomeli, il paese del celebre capomafia  Genco Russo. A sua volta Totò, a detta sempre dei faccendieri e funzionari arrestati ed intercettati nell’ambito di quest’ultima inchiesta sulla sanità: è terribilmente ‘scantatu’, è spaventato! E lo crediamo bene, visto che anche lui è sotto inchiesta a Caltanissetta per corruzione ed altro, in un troncone dell’inchiesta sul ‘sistema Montante’. Adesso forse sarà ancora più spaventato, visto che gli hanno arrestato pure il figlio, reo di essersi aggiudicato, in una delle tante ‘regolari’ gare truccate, un appalto dell’importo di 227.686.423.22 di euro per la pulizia e la sanificazione di tutti gli ospedali siciliani.

La Clinica Candela di cui abbiamo cercato di scandagliare la composizione del suo management è, come detto, di proprietà di Barbara Cittadini, moglie dell’ex deputato di Forza Italia Dore Misuraca… . Sempre, del tutto casualmente,  abbiamo scoperto che anche l’avv. Domenico Pitruzzella, nipote del più noto Prof. Giovanni Pitruzzella, ex presidente dell’Antitrust ed attuale membro della Corte di Giustizia Europea, si occupa  dell’organismo di vigilanza della nostra famosa clinica. Il generale Piccinno, inoltre, in passato, controllava, nella sua qualità di capo dei NAS, la clinica dove la figlia era addetta  al controllo di qualità. Contemporaneamente, sempre nella sua qualità di capo dei NAS, esercitava la sua attività di controllo anche sulla mega azienda di pulizie PFE, dell’odierno arrestato Salvatore Navarra, il cui il genero, sempre del compianto Generale Piccinno stiamo parlando, il già citato Vincenzo Lo Curto, era il responsabile delle pubbliche relazioni. Ai posti di comando della clinica Candela ci sono inoltre una serie di soggetti i cui cognomi ci sembrano assai familiari; oltre alla famiglia Cittadini, padre e figlia, c’è un Candela: non sappiamo se è parente dell’altro Candela, l’ex commissario Covid arrestato. Poi leggiamo i nomi e cognomi di: Massimo Cocilovo, (non sappiamo se è parente dell’ex europarlamentare ed ex segretario della CISL, Luigi Cocilovo). E poi ancora non poteva mancare un Misuraca, il cui nome è Manfredi. Dobbiamo tenere conto, tanto per cambiare, che già nel 2010, senza con questo rischiare un’accusa di vilipendio, il Generale Piccinno non disdegnava di partecipare a particolari eventi, il cui più illustre ospite era Antonello Montante, grande amico dei Navarra, i datori di lavoro del genero, recentemente condannato a 14 anni di reclusione. I temi, in quegli ormai  famosi convegni sulla legalità, allora come oggi, erano sempre gli stessi, tipo:

«La sicurezza dei cittadini nelle aree metropolitane» Roma, 25 ottobre 2010

Questi due dei principali interventi:

–  ore 16:00: “Sicurezza e aree metropolitane” –  Gen. Brig. Cosimo PICCINNO

–  ore 18:00 – Conclusioni –  È stato invitato ad intervenire il vice presidente di Confindustria delegato per la legalità e i rapporti istituzionali sul territorio, Dott. Antonello MONTANTE.

Insomma quando si dice privato è bello, privato è meglio, in questo come in altri analoghi casi, adesso abbiamo capito il perché. Tanto le convenzioni con le cliniche private e gli appalti, più o meno truccati, con le grandi ditte di pulizia, tra una tangente e l’altra, li paghiamo tutti quanti noi, poveri pidocchiosi, che dobbiamo stringere non una, ma diverse cinghie,  per sopravvivere, sperando che questo genere di sanità malata non continui ad ucciderci prima.

Per ulteriori approfondimenti sulle aziende e le storie di famiglia dei Navarra, se volete, potete leggere quanto segue:

PFE S.p.A. è un’azienda leader in Italia in ambito di Cleaning e Facility Management. Fondata nel 1988 in Italia nell’ambio dei servizi di pulizia e sanificazione, oggi eroga una vasta gamma di servizi in ambito civile, industriale e sanitario, sia pubblico che privato. Conta quasi 5.000 dipendenti, operanti presso 1.000 cantieri su tutto il territorio nazionale e altri 200 esteri. Il fatturato è in costante crescita che garantisce la solidità aziendale. Grazie all’impegno nell’innovare il settore, PFE S.p.A. ha brevettato il processo Clever Job, che consente una riduzione fino al 25% dei tempi e dei consumi legati all’attività di Cleaning. Alcuni dei servizi proposti alle aziende: cleaning e sanificazione, reception, portierato, lavanderia, cura del verde, facchinaggio, vigilanza, pulizia e sanificazione condotte d’aria e UTA, servizi ausiliari o sociosanitari.

Quella che segue è la recensione del libro di Nino Amadore:

Questa è una storia che comincia dalle mani. Mani che coltivano la terra, mani che si riparano dal sole aspro della provincia di Caltanissetta. Sono mani che tengono poi una valigia, mani timide che arrivano in Inghilterra. “My name is Totò”, dice il giovane Totò Navarra quando si presenta a Woking, periferia di Londra, per cercare un lavoro e un futuro. E sono le mani che gli danno speranza, mani esperte che curano giardini, tengono in ordine aiuole e parchi. Questa è la storia di una scommessa. Che non è andare via. É tornare. Non è più tanto giovane Totò Navarra quando decide di tornare nella sua terra per costruire un avvenire lì. Dall’Inghilterra alla Sicilia: lo prendono per pazzo. Ricomincia dalle mani: mani che puliscono scale e androni condominiali, mani che sanno l’umiltà del vero lavoro. Da lì comincia un’avventura chiamata PFE, che oggi, con migliaia di dipendenti, è una delle principali aziende di servizi di cleaning e Facility Management in Italia. Una bella storia siciliana, impastata di sogni, tenacia, sacrificio. La storia di Totò Navarra e della sua famiglia.

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