Le mafie al tempo della pandemia

1Le mafie, nella loro versione affaristico-imprenditoriale, come più volte indicato dalla DIA nelle Relazioni semestrali al Parlamento, immettono rilevantissime risorse finanziarie, frutto di molteplici attività illecite, nell’economia legale, infiltrandola in maniera sensibile.
La loro più marcata propensione è quella di intellegere tempestivamente ogni variazione dell’ordine economico e di trarne il massimo beneficio.
Così anche per l’emergenza coronavirus: assai rilevanti saranno gli effetti sul piano economico.
Tutto ciò, non solo a causa del lock down della gran parte delle attività produttive, ma anche perché lo shock del coronavirus è andato ad impattare su un sistema economico nazionale in difficoltà, che nel 2019 aveva già segnato un marcato rallentamento, con un PIL cresciuto di soli 0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente e ben distante dal picco raggiunto nel 2008.
Un andamento che, raffrontato sull’economia reale, ha finito per accrescere, specie nelle regioni del sud Italia, ma anche nelle periferie depresse delle grandi aree metropolitane, le endemiche sacche di povertà e di disagio sociale.
Ecco allora che l’ancor più ridotta possibilità di disporre di liquidità finanziaria – spesso ottenuta anche attraverso il lavoro irregolare – potrà finire per compromettere l’azione di “contenimento sociale” che lo Stato, attraverso i propri presidi di assistenza, prevenzione e repressione è finora riuscito, anche se con fatica, a garantire.
Alla fascia di una popolazione tendenzialmente più povera secondo i parametri dell’ISTAT, si va ad aggiungere un’altra fascia di popolazione, che inizia a “percepire” lo stato di povertà cui sta andando incontro. Un focolaio che tende ad alimentarsi soprattutto nelle regioni di elezione delle mafie, dove una “questione meridionale” mai risolta offre alle organizzazioni criminali da un lato la possibilità di esacerbare gli animi, dall’altro di porsi come welfare alternativo, come l’unico mezzo di sostentamento e punto di riferimento sociale.
C’è poi il piano della paralisi economica, che in questo caso ha assunto dimensioni macro-economiche e che può aprire alle mafie prospettive di espansione e arricchimento paragonabili ai ritmi di crescita che può offrire solo un contesto post-bellico.
Si profila così un doppio scenario.
Un primo di breve periodo, in cui le organizzazioni mafiose tenderanno a consolidare sul territorio, specie nelle aree del Sud, il proprio consenso sociale, attraverso forme di assistenzialismo da capitalizzare nelle future competizioni elettorali.
Un supporto che passerà anche attraverso l’elargizione di prestiti di denaro – non necessariamente a tassi usurari – a titolari di attività commerciali di piccole-medie dimensioni, ossia a quel reticolo sociale e commerciale su cui si regge l’economia di molti centri urbani, con la prospettiva di fagocitare le imprese più deboli, facendole diventare strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti.
Un secondo scenario, questa volta di medio-lungo termine, in cui le mafie – specie la ‘ndrangheta – cercheranno di essere player affidabili ed efficaci anche su scala globale.
L’economia internazionale avrà bisogno di liquidità ed in questo le cosche si andranno a confrontare con i mercati, bisognosi di consistenti iniezioni finanziarie.
Non è da escludere che aziende anche di medie – grandi dimensioni possano essere indotte a sfruttare la generale situazione di difficoltà, per estromettere altri antagonisti al momento meno competitivi, facendo leva proprio sui capitali della ‘ndrangheta. Potrà anche verificarsi che altre aziende in difficoltà finanziaria ricorreranno ai finanziamenti delle cosche, finendo, in ogni caso, per alterare il principio della libera concorrenza.
Uno scenario di questo tipo, che ha un certo grado di prevedibilità e che all’infezione globale del virus affianca l’infezione finanziaria mafiosa, impone a livello internazionale una presa di coscienza e una piena condivisione dei criteri di selezione delle operazioni finanziarie sospette, unico strumento realmente in grado di monitorare le strategie di riciclaggio delle mafie.

Fonte mafie blog autore repubblica

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