La polizia di Trapani ha arrestato dopo 7 anni,  l’imprenditore Matteo Bucaria. A incastrarlo il sicario che, dal carcere, gli ha scritto una lettera per chiedergli i soldi pattuiti

TRAPANI  Risolto, dopo 7 anni, il giallo del tentato omicidio di Domenico Cuntuliano. La polizia di Trapani ha arrestato il cognato, l’imprenditore Matteo Bucaria. Nel 2013, per mettere le mani sul patrimonio della vittima ne ordinò, secondo gli inquirenti, l’eliminazione 

 

Bucaria, imprenditore con un lungo curriculum sia imprenditoriale che giudiziario, è legato alla ditta Cogemat  che sta  eseguendo i lavori relativi alle  demolizioni a Triscina, delle case abusive, con gara aggiudicata durante il commissariamento per mafia del comune di Castelvetrano. La Cogemat al 100% è di proprietà delle sorelle di Matteo Bucaria .Di fatto, il presunto mandante  del tentato omicidio, oggi arrestato, è stato sempre legato alla società di famiglia  . La sorella ,Katia Bucaria, è stata anche consigliere comunale a Trapani. Bucaria che ha denunciato in passato di avere subito richieste di pizzo, è stato  sempre attivo nella gestione operativa delle demolizioni e, come più volte pubblicato in articoli di stampa,  risulta essere legato alla società nella qualità di dipendente. Fu lo stesso ex  commissario del comune di Castelvetrano ,Caccamo a certificare l’impiego di Bucaria presso l’azienda di famiglia, la Cogemat , in una pubblica dichiarazione

 Oggi l’arresto dell’imprenditore trapanese  che, secondo la Polizia, incaricò un amico per eliminare il cognato Cuntuliano. L’uomo, cinquantaduenne trapanese, molto conosciuto in città, trovandosi in difficoltà economiche, sfociate poi anche in una sentenza di condanna per bancarotta, aveva deciso di eliminare il cognato per potersi impossessare del suo patrimonio derivante sia da una eredità che da un risarcimento di 650mila euro per un incidente subito.
La vittima, nonostante la sua buona fede, aveva intuito che il congiunto gli stesse sottraendo denaro ed a più riprese aveva chiesto sempre più insistentemente spiegazioni sul reale ammontare dell’indennizzo assicurativo e su altre operazioni bancarie, ricevendo solo vaghe indicazioni. L’imprenditore, preoccupato per l’insistenza del cognato, incaricò un amico di ucciderlo, promettendogli soldi in cambio. Nonostante due colpi di arma da fuoco la vittima riuscì a sopravvivere e indicò il killer che fu individuato, arrestato e condannato a 12 anni di carcere. L’uomo non ha mai svelato il coinvolgimento dell’imprenditore. Negli scorsi mesi la polizia ha sequestrato una lettera scritta dal carcere dal killer a Bucaria: l’autore si lamentava di non aver ricevuto il compenso concordato per il delitto chiedendo una adeguata rendita per sua famiglia.
Smascherato l’uomo ha tirato in ballo il mandante dell’agguato che è stato arrestato.

Fonte: la Sicilia

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