A Palazzolo Acreide, in Piazza del Popolo, domenica 30 agosto alle ore 19:00, con la giornalista Natya Migliori verrà analizzato il memoriale di Salvatore Petrotto, ex sindaco di Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia, dal titolo ‘Il Sistema Montante’.  E’ un libro in cui si ripercorrono le tappe della nuova frontiera della mafia imprenditrice, che indossa la maschera dell’antimafia e si  mimetizza dentro lo Stato e le sue Istituzioni. Il protagonista del saggio è un personaggio davvero pittoresco: Calogero Antonello Montante. Un bohémien dell’imprenditoria di rapina che, all’improvviso, diventa uno dei principali leader nazionali di Confindustria. Compare dei mafiosi Paolino e Vincenzo Arnone, discendenti dei celebri padrini Don Calò Vizzini di Villalba e Genco Russo da Mussomeli, Antonello Montante viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Per rifare il lifting alla sua biografia personale e familiare ci pensano scrittori del calibro di Andrea Camilleri. Poi dentro le postazioni dei servizi segreti italiani e della CIA gli cambiano i connotati. A colpi di dossier diventa il padre-padrone della Sicilia e si lancia alla conquista dell’Italia intera. La sua storia nel 2018 finisce male, tra arresti domiciliari, detenzione in carcere e conseguenti processi penali. Parecchi sono i lati oscuri della sua spy story in cui è coinvolto l’ex presidente della Regione, Crocetta, alcuni ex assessori regionali, il suo delfino e successore alla presidenza di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, nonché capo in Sicilia della famigerata lobby delle discariche. La rete di protezione, di cui godevano i vertici degli industriali siciliani, era inoltre costituita dagli ex ministri dell’Interno e della Giustizia, Alfano e Anna Maria Cancellieri. Nella maglie degli investigatori sono rimasti impigliati anche l’ex presidente del Senato, Renato Schifani. Molti sono i componenti delle associazioni a delinquere create da Montante, ancora a piede libero, che continuano a far soldi a palate, in maniera illecita, in ogni settore dell’economia siciliana, grazie ai soliti metodi corruttivi. C’è ancora da stabilire se quello che gli inquirenti di Caltanissetta hanno definito, in suo onore, Sistema-Montante, è davvero finito o se già si cela sotto altre mentite spoglie.

«Questo “Terzo livello” confindustriale ha fatto anch’esso le sue vittime, non si è limitato a far fuori i concorrenti in affari», sostiene Mauro Mellini, ex parlamentare e noto penalista, recentemente scomparso ed autore della prefazione del libro pubblicato nel 2019 dall’editore Salvo Bonfirraro che continua: «Vittime di una “lupara giudiziaria”, di una giustizia di “lotta” in difesa della “Cupola” Sicindustriale, dei “munnizzari”, imprenditori dell’illegalità».

Petrotto è anche lui una di queste vittime. Ma non si è piegato e non si piegherà mai a un sistema mafioso, nonostante la sua vita e quella dei suoi familiari sia stata stravolta e quasi distrutta da questo “Sistema Montante”. Ha avuto il coraggio di andare avanti e combattere la battaglia della legalità per sé e per tutti i siciliani onesti, anche attraverso le pagine di questo libro nel quale emerge chiaramente l’amore che nutre per la propria terra, la Sicilia, nonostante il disprezzo di uomini come Montante & Co.

 

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