Tutti contro Malta e i maltesi. Ma cosa succede nell’isola dei cavalieri sul fronte Covid 19? In seguito all’impennata dei nuovi casi, che ha portato i medici a minacciare lo sciopero, Malta ha annunciato nuove restrizioni per arginare la diffusione del coronavirus, mentre non si spengono le polemiche sulla vacanza siciliana del primo ministro Robert Abela, coincisa con un record di contagi. Da mercoledì scorso sono stati chiusi i bar, le discoteche e i locali notturni a eccezione di quelli che hanno un ristorante interno, nel quale potranno essere serviti solo clienti seduti al tavolo. Le feste in barca saranno vietate ma le navi da crociera potranno attraccare purché vengano rispettate le norme di distanziamento sociale. I matrimoni potranno svolgersi solo con invitati seduti e cibo e bevande serviti al tavolo. Gli assembramenti con piu’ di 15 persone sono vietati. È obbligatorio indossare le mascherine in tutti gli spazi pubblici al chiuso, con l’esclusione dei tavoli dei ristoranti. In conferenza stampa, il ministro della Salute, Chris Fearne, ha spiegato che da venerdì, alla “lista nera” dei Paesi da cui non sono consentiti arrivi e alla “lista verde” delle nazioni dalle quali è consentito l’ingresso a Malta senza limiti, verrà aggiunta una “lista arancione” di Paesi dai quali gli arrivi saranno consentiti solo a condizione di presentare un test al coronavirus dall’esito negativo. L’elenco delle nazioni incluse nella “lista arancione” verrà comunicato a “breve”, ha aggiunto il ministro, e saraà aggiornato ogni settimana. Nelle ultime tre settimane il numero di contagi a Malta ha toccato livelli mai visti in precedenza, con un record di 72 casi sabato scorso e il secondo dato più alto mai registrato. Il primo ministro Robert Abela, nondimeno, domenica si era limitato ad affermare che, per limitare la diffusione del virus, la cosa piu’ importante fosse l’autodisciplina e il mantenimento del distanziamento sociale. Abela aveva però escluso il divieto di gite in barca o feste in barca perché, a sua detta, non sarebbe stato saggio chiudere le attrazioni turistiche. Parole seguite oggi da una dura reazione del Mam, il sindacato dei medici, che ha minacciato uno sciopero parziale in assenza di una reintroduzione immediata di restrizioni. Il Mam si è detto “genuinamente preoccupato” dalle dichiarazioni del primo ministro che “non sembra comprendere appieno la gravità della situazione per la salute pubblica e l’economia”. Il sindacato ha definito “false” le affermazioni di Abela secondo cui La Valletta avrebbe il numero di casi di Covid 19 più basso in Europa in rapporto alla popolazione. “Sebbene non ci siano stati finora nuovi decessi, che arrivano 3 o 6 settimane dopo la positività al contagio, questo fatto da solo non è rassicurante”, ha affermato una nota del Mam, “inoltre, mentre il primo ministro era in vacanza in Sicilia, tre pazienti erano in terapia intensiva, quaranta erano ricoverati e nelle case di riposo sono stati registrati 11 nuovi casi”. Il sindacato dei medici aveva quindi minacciato un nuovo sciopero qualora il governo non avesse reintrodotto limitazioni, dopo quello proclamato il 5 agosto che aveva visto la sospensione dei servizi medici non essenziali ed era stato revocato pochi giorni dopo in seguito a un confronto con il ministero della Salute.

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