INVITIAMO FIRETTO A RITIRARE LA SUA CANDIDATURA A SINDACO DI AGRIGENTO
Il sindaco uscente di Agrigento, Calogero Firetto, anche con noi tenta di usare l’arma della querela intimidatoria e temeraria, per fermare la libertà di informazione. Questo giochetto in passato gli è riuscito bene nei confronti di altri soggetti. Non vuole che si parli del fatto che lui è sotto inchiesta per abusivismo edilizio in relazione alla vicenda del suo castello di Joppolo, definitivamente sequestrato, a seguito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione. E per un sindaco che si ricandida questo è un fatto grave! Non vuole che si parli dell’inchiesta in corso presso il Tribunale di Caltanissetta, a carico di 13 magistrati agrigentini, per i quali entro questo mese si dovrà accertare se, come si legge nell’ordinanza del giudice David Salvucci, alcuni di loro hanno insabbiato alcune inchieste a suo carico, relative a presunti favori ricevuti: l’assunzione di due suoi cognati, uno all’ENEL ed uno a Girgenti Acque ed il pagamento di alcune parcelle alla moglie in cambio di provvedimenti da lui adottate a favore di dette aziende. Sul suo capo pende inoltre un altro procedimento penale relativo al dissesto finanziario del comune di Porto Empedocle. Insomma, Firetto, è in preda ad una crisi di nervi. Dimentica, ad esempio, che il suo stesso metodo nei miei confronti è stato adottato in passato dall’ex finto paladino dell’antimafia, Antonello Montante e dal suo delfino e gestore di una delle 4 mega discariche private siciliane, Giuseppe Catanzaro. Discariche sequestrate dalle autorità giudiziarie perché realizzate e gestite in maniera illegale. Tutti quanti sapete che fine hanno fatto questi finti ‘apostoli della legalità’ di cui parlo diffusamente nel mio libro ‘Il sistema Montante’ pubblicato, lo scorso anno, dall’editore Salvo Bonfirraro. Il Montante, ad esempio, è stato già condannato a 14 anni di reclusione, per associazione a delinquere, corruzione, e per la sua attività di spionaggio, esercitata anche nei miei confronti. Nel processo in questione io sono stato già risarcito in sede penale. Da ex sindaco di Racalmuto, da ex presidente della Fondazione ‘Leonardo Sciascia’, al Firetto vorrei dare un solo consiglio che è quello di accettare il confronto pubblico, anziché minacciare querele a piè sospinto. Non è così che si fa politica, scegliendo la via giudiziaria. Piuttosto risponda riguardo ai pesanti procedimenti penali che lo riguardano e che consiglierebbero di ritirarsi dalla competizione elettorale, per rispetto delle Istituzioni che, sino ad oggi, ancora lui rappresenta. Auspichiamo che, per il dovuto rispetto che si deve, in questi casi, anche agli elettori agrigentini, ritiri la sua candidatura a sindaco di Agrigento ed aspetti che si concludano i procedimenti penali che lo riguardano. Non vogliamo rieleggere un sindaco che, dopo qualche anno dalla sua ipotetica riconferma, sarà costretto a dimettersi perché condannato penalmente.
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