Assoluzione perchè il fatto non sussiste: i giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo cancellano due condanne inflitte ad altrettanti medici dell’ospedale San Giovanni di Dio. Il verdetto arriva nonostante il reato fosse prescritto.
Ai due imputati, condannati il 7 maggio del 2018 dal giudice monocratico del tribunale di Agrigento Rosanna Croce, si contestava di avere provocato la morte, avvenuta pochi giorni dopo la nascita, di un neonato. Il processo, davanti alla Corte di appello – alla quale si sono rivolti gli avvocati Silvio Miceli e Barbara Garascia, difensori della ginecologa Maria Concetta Rotolo, 62 anni, e del pediatra Antonino Cutata, 63 anni – ha ribaltato la versione accusatoria che era stata recepita dal giudice. In primo grado i due medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, erano stati riconosciuti colpevoli di avere provocato la morte del neonato per una disattenzione e per una mancata diagnosi durante la gestazione. Un anno e due mesi di reclusione era la condanna inflitta a Cutaia, 8 mesi alla collega Rotolo. La tragedia è avvenuta il 17 giugno del 2011 e sarebbe stata provocata, oltre che dalla mancata diagnosi durante la gravidanza, dal malfunzionamento di una culletta termica che doveva trasportare il neonato in una struttura più attrezzata.

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