ELEZIONI COMUNALI DI AGRIGENTO: PER GLI AGRIGENTINI RICONFERMARE IL SINDACO FIRETTO E’ UN SUICIDIO PERFETTO!

PURTROPPO I SUOI NUMEROSI GUAI GIUDIZIARI GLI IMPEDIREBBERO DI RICOPRIRE UN SECONDO MANDATO AMMINISTRATIVO.

Come potete leggere in tutti gli organi di informazione, a febbraio scorso, la Cassazione ha sequestrato definitivamente uno dei suoi due castelli, quello di Joppolo, confermando in pieno la tesi accusatoria della Procura della Repubblica e del Tribunale di Agrigento, presso il quale il Firetto risulta indagato per abusivismo edilizio e deturpamento di bellezze naturali. Anche gli operatori del diritto più sprovveduti sanno che, in caso di una sua quasi scontata condanna, decadrebbe immediatamente da sindaco, considerato che una delle principali competenze di un primo cittadino è proprio quella di responsabile per la repressione dell’abusivismo.

Un altro delicato procedimento giudiziario (N. 92/2017 R.G.N.R. – N. 933/2019 R.G.G.I.P.) che lo riguarda, per delle sue presunte attività corruttive in concorso con l’ENEL e Girgenti Acque, per due posti di lavoro assicurati a due suoi cognati e per delle parcelle pagate alla moglie, è in corso di svolgimento presso il Tribunale di Caltanissetta, davanti al giudice David Salvucci. In questo caso la sua situazione è davvero pesante. Sono coinvolti 13 magistrati agrigentini i quali rischiano il rinvio a giudizio perché, a partire dal 2015, non hanno avviato alcuna attività di indagine a carico del Firetto, relativamente ad una serie di denunce dell’avvocato Giuseppe Arnone. Anzi, i magistrati indagati per avere insabbiato alcuni procedimenti penali che riguardano il Firetto, e per i quali entro il mese di settembre il Tribunale nisseno deciderà se rinviarli a giudizio, hanno proceduto per stalking contro Arnone che, attualmente, è sotto processo ad Agrigento (procedimento penale N. 1865/15 R.G.N.R. – 1937/16 R.G. TRIBUNALE) davanti al giudice monocratico Antonio Genna. Ma è proprio nel corso di

un’udienza di questo ‘pirandelliano’ processo per stalking di Arnone, nei confronti del Firetto, che il 3 ottobre 2019 la cognata del sindaco di Agrigento, Annalisa Russello, sorella della moglie, ha ammesso in toto quanto denunciato dall’Arnone nel 2015. E cioè che sua sorella Simona Russello, nonché moglie del sindaco Firetto, ha incassato parcelle per svariate decine di migliaia di euro dall’ENEL; e che il fratello lavora a Girgenti Acque ed il marito all’ENEL. Ha dovuto ammettere che Girgenti Acque, società sottoposta ai poteri di controllo, vigilanza ed approvazione di atti e tariffe da parte del sindaco Firetto, ha assunto suo fratello, nonché, ovviamente, fratello anche della moglie del sindaco. Ed ha confermato pure che, le parcelle a sua sorella venivano pagate dall’ENEl, che assumeva anche suo marito, con un contratto a tempo indeterminato. Mentre, dal canto suo, suo cognato, nonché sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, detto Lillo, firmava le autorizzazioni per realizzare un rigassificatore a Porto Empedocle. Opera mai più costruita e che doveva costare 500 milioni di euro. Oltre a questo presunto scambio di favori, il Firetto ha ricevuto, sempre dall’ENEL, società di cui peraltro lui era dipendente, una somma di oltre 10 milioni di euro, quale fondo di compensazione per gli eventuali disagi e danni ambientali che il rigassificatore avrebbe potuto creare. Non è mai capitato in Italia che un Comune riceva dei fondi di compensazione da un’azienda, pubblica o privata che sia, prima ancora che si realizzi un’opera che poi, tra l’altro, nella fattispecie, non è stata più realizzata. Ma questa è un’altra storia. Rispetto a quei famosi 10 e passa milioni di euro, ricevuti dal Firetto, ci aveva incuriosito già nel 2015, un’intervista di un imprenditore agrigentino, tale Beppe Vita, gestore del chiosco ‘Oceano mare’ di San Leone, che potete ascoltare ancora oggi su youtube. Il Vita, nel 2015, era un feroce oppositore di Firetto, oggi è uno dei suoi più sfegatati fan. Ricordo che allora il Vita fece al Firetto 10 domande provocatorie, nel corso della precedente campagna elettorale per le elezioni comunali di Agrigento. E gli chiedeva, tra l’altro, con non poca rabbia e tanta insistenza, che fine avessero fatto quegli oltre dieci milioni di euro dell’ENEL, che avrebbero dovuto transitare nelle casse del comune di Porto Empedocle. Comune di cui era sindaco, all’epoca di quella cospicua dazione di denaro da parte dell’ENEL, suo datore di lavoro. Anche di queste vicende si è interessata la Procura della Repubblica di Agrigento e la Procura della Corte dei Conti di Palermo. Non sappiamo a che punto sono i relativi procedimenti penali e contabili. L’unica cosa certa di quest’altra oscura vicenda è che Firetto, quando era sindaco di Porto Empedocle, ha provocato un pauroso dissesto finanziario. E, già che ci siamo, tanto per concludere in

bellezza, gli rivolgiamo una domanda anche noi. Ci può dire se conosce Giancarlo Alongi, amministratore delegato dell’ISEDA, l’azienda capofila dell’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa), alla quale i suoi funzionari hanno firmato un contratto, relativo ad un appalto del valore di 90 milioni di euro, aggiudicato con il ribasso dell’1 %, per la gestione del ciclo dei rifiuti ad Agrigento? Ci risulta che Alongi è stato suo sponsor proprio nella campagna elettorale del 2015, quando si celebrò, scusate il bisticcio di parole, quella celebre gara d’appalto, a seguito della quale, ad Agrigento ed in altri 7 comuni che fanno parte della stessa SRR ( “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”), siamo costretti a pagare la tassa sui rifiuti, le cui tariffe sono il triplo della media nazionale, a fronte di servizi pessimi. Caro sindaco, ci dia una risposta a questo quesito relativo ad una questione che ci costa parecchio, a famiglie ed imprese. Per non parlare dei comuni, compreso Agrigento ovviamente, i cui bilanci sono tutti quanti in dissesto, proprio a causa di questo mega appalto ed in precedenza grazie a degli illegittimi affidamenti senza gara, dal 2009 al 2015, garantiti sempre a suo cugino (?) & company.

Ci risponda per favore.

p.s

Abusi edilizi, confermato il sequestro del castello del sindaco Firetto

26/02/2020

La Cassazione rigetta il ricorso e il sequestro del castello Colonna di Joppolo Giancaxio – di proprietà della famiglia del sindaco di Agrigento Lillo Firetto, indagato assieme al fratello Mirko, – diventa definitivo. I fratelli Firetto sono accusati, dalla Procura di Agrigento, per avere realizzato, all’interno, alcuni abusi edilizi in occasione della ristrutturazione dell’edificio.

I sigilli, per la seconda volta, sono stati apposti lo scorso novembre dopo che il tribunale del riesame – chiamato a pronunciarsi dopo l’annullamento con rinvio deciso dalla Cassazione – ha ritenuto insussistente il reato di violazione del vincolo paesaggistico, confermando il provvedimento di sequestro per gli altri due reati contestati: la violazione urbanistica e il deturpamento di bellezze naturali.

https://agrigento.gds.it/articoli/cronaca/2020/02/26/abusi-edilizi-confermato-il-sequestro-del-castello-del-sindaco-firetto-02166fd2-e622-4849-bd99-ea4f90d2d9ca/

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