Se Agrigento è l’ultima città d’Italia la colpa è principalmente del sindaco Firetto che, negli ultimi 5 anni, non è riuscito ad ottenere un solo finanziamento da parte dell’Unione Europea.

Carte alla mano adesso vi illustriamo l’anatomia di un totale fallimento amministrativo, punto per punto.

Su 661 finanziamenti, già destinati a tutti i Comuni siciliani, per un importo  totale di 196  milioni di euro, Agrigento non ha ottenuto un solo centesimo!

Per non parlare degli altri oltre 2 miliardi di euro, previsti dalla programmazione dei fondi europei del cosiddetto PO FESR SICILIA 2014-2020. Anche in questo caso, così come riguardo all’utilizzo dei 2 miliardi e 320 milioni di euro messi a disposizione dal Patto per il Sud, già a partire dal 2015, Firetto non ha chiesto ed ottenuto nulla. Ecco perché tutte quante le scuole materne, elementari e le scuole medie della città dei Templi sono inadeguate ed inagibili, con gravi rischi per la vita e la salute dei nostri figli, degli insegnanti e di tutti gli operatori scolastici. Non ha chiesto ed ottenuto nulla per migliorare l’efficienza energetica, di tutti gli edifici pubblici e per la pubblica illuminazione. Tali mancati interventi avrebbero consentito un risparmio quantificabile in 3 milioni di euro all’anno, pari a ben oltre il 50%, rispetto a quanto il Comune di Agrigento paga adesso per il consumo di energia elettrica. Con i 3 milioni di euro risparmiati si sarebbero potuto finanziare una miriade di interventi per togliere le pericolosissime e mortali buche che ci sono in mezzo a tutte le strade agrigentine, e per tutte quante le necessarie opere di manutenzione di ville, totalmente abbandonate, od ancora per i servizi sociali, e per tanto altro ancora. Non sono stati spesi i 30 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana una decina di anni fa, per il rifacimento della rete idrica di Agrigento. Con il risultato che le perdite d’acqua potabile sono del 58%, a fronte di un servizio pessimo e le cui tariffe non sono state per niente abbassate. Gravissima è anche la situazione relativa al mancato utilizzo  dei finanziamenti  messi a disposizione del Comune di Agrigento, da parte della Regione Siciliana, per i settori dei servizi sociali e delle attività turistico-culturali.

E qua ci perdiamo di casa, perché l’inefficienza amministrativa in questi ultimi 5 anni ha regnato sovrana, alla faccia dei bisogni di anziani, disabili, bambini e famiglie bisognose, nonché delle centinaia di operatori dei servizi socio-assistenziali, che avrebbero potuto tranquillamente lavorare e percepire un reddito mensile. Svariati milioni di euro non sono stati spesi, mentre la gente muore di fame, di disoccupazione e la città langue inesorabilmente.

Anche i progetti per il dissesto idrogeologico, per l’erosione della fascia costiera: non pervenuti!

Per quanto attiene i cosiddetti GAL, ci riferiamo alla programmazione dal basso dei fondi pubblici destinati agli imprenditori agricoli ed alle attività agrituristiche, Agrigento addirittura è l’unico Comune della provincia che non ha partecipato, facendo perdere svariati milioni di finanziamento, a tutti gli operatori agricoli. Anche questa è un’altra vergognosa pagina  relativa alla conta dei danni causati dal Firetto. Un capitolo a parte è quello dei rifiuti. I servizi di pulizia, raccolta e smaltimento dei rifiuti continuano ad essere pessimi. Tant’è che  è questo forse l’unico primato che Agrigento ha in Italia: quello di essere tra le città più sporche e con le tasse sui rifiuti, ma anche sull’acqua, più care d’Italia. Per non parlare poi di tutte quante le aziende, le attività commerciali e turistico-ricettive, abbandonate a sé stesse, senza una cabina di regia in grado di accompagnarle a livello burocratico –amministrativo e di garantire  un loro rilancio, attraverso la partecipazione ai bandi europei per ottenere tutte quante le agevolazioni ed i finanziamenti, che sono tuttora disponibili. In questi anni gli imprenditori agrigentini hanno dovuto fare i conti anche con una serie di antipatici ed insormontabili problemi di mala burocrazia, che li hanno costretti a limitare o a rinunciare a numerose iniziative economico-produttive, che avrebbero contribuito a creare centinaia di posti di lavoro, facendo circolare tanta ricchezza, in tutto il territorio agrigentino. Uno degli impedimenti principali è la difficile applicazione delle norme urbanistiche di un piano regolatore  generale, il cui iter è ancora fermo al 2009, e l’eccessivo numero di regolamenti comunali che complicano maledettamente la vita dei cittadini e degli imprenditori. E dire che, per semplificare tutto quanto, e garantire una quanto mai necessaria celerità delle procedure amministrative, sarebbe bastato un solo atto deliberativo, per cancellare d’un colpo tutta una serie di norme regolamentari inutili ed inapplicabili e che, di fatto, soffocano ed impediscono la nascita o la crescita di qualsiasi attività  imprenditoriale. Ma Firetto non ha fatto neanche questo! E dire che bastavano due righe, contenute in una semplice delibera, per revocare ed annullare un centinaio di regolamenti inadeguati che contribuiscono, in maniera determinante, ad ingessare ed incatenare un’intera città rimasta prigioniera dell’immobilismo più totale!

Per realizzare questo disastro amministrativo, per imbalsamare Agrigento, il Firetto si è impegnato per 5 anni. Non si è premurato di comprare nuovi computer; quelli messi a disposizione degli impiegati del comune risalgono a vent’anni fa; non è riuscito minimamente a migliorare e velocizzare i servizi telematici. Il comune di Agrigento ha ancora un parco macchine i cui mezzi, oltre ad essere altamente inquinanti, fanno registrare altissimi consumi di carburante, con un considerevole aggravio di spesa per il bilancio comunale. Ma il peggio di sé Firetto lo ha dato nella gestione del personale, riducendo le ore di lavoro ai contrattisti e, soprattutto, facendo a pezzi la macchina amministrativa. Ha infatti fatto fuori, ad esempio, 9 funzionari (responsabili di posizioni organizzativa), utilizzando  i 250 mila euro che percepivano, per favorire un suo fedelissimo portavoce ed un suo amico ingegnere. Ha privilegiato cioè due figure, la cui sterile ed improduttiva attività, gli ha solo garantito un po’ di visibilità personale, producendo zero risultati amministrativi per Agrigento! Insomma, un bel modo per privare il Comune delle competenze e delle professionalità, necessarie  per predisporre tutti quei progetti, al fine di ottenere i finanziamenti che ha fatto sistematicamente perdere alla città ed ai cittadini di Agrigento. Cittadini costretti a vivere in mezzo ai rifiuti, alle sterpaglie, ai topi ed agli insetti. A vivere in una città in cui a causa di sprechi e di gravi inefficienze, le strade sono dissestate ed insicure, ed i servizi sociali sono totalmente assenti. Una città priva persino della grazia di Dio, visto che persino i 27 milioni di euro destinati per l’area della Cattedrale di Agrigento, già finanziati nel 2010, ancora non si riesce a spenderli. Per non parlare del centro storico. Basta verificare ciò che è stato realizzato a Siracusa, ad Ortigia e poi volgere lo sguardo ad Agrigento, per renderci conto delle gravissime colpe di Firetto e di chi l’ha preceduto. Non hanno fatto niente per mettere mano ad un tesoro urbanistico, la cui bellezza è forse anche superiore a quella di Taormina. Eppure sta cadendo tutto quanto a pezzi e versa in un degrado a cui né il Firetto, né tanto meno i suoi predecessori, hanno mai posto rimedio. Chi non ricorda inoltre le favolose slide esibite ed illustrate 5 anni dal Firetto, al cine Astor di Agrigento, relative a San Leone, che doveva diventare una specie di Miami Beach! Che presa in giro! Si e no è stato realizzato il 3% di quanto ha promesso! Anche tutte le frazioni ed i quartieri della città dovevano risplendere, ed invece continuano a versare in una situazione di vergognoso degrado, e continuano ad essere collegate dai soliti antiquati mezzi di trasporto pubblico, vecchi ed inquinanti, e con le solite pochissime corse giornaliere. Così dobbiamo promuovere il turismo ad Agrigento? Non è stato infatti presentato alcun progetto per comprare nuovi autobus ibridi o elettrici. Per spostarsi da un posto all’altro della città lo si può fare solo in automobile. E qui ci fermiamo per carità cristiana!

Ci sarebbe molto altro ancora da aggiungere ma, per ora, riteniamo possa bastare questa impietosa analisi, questa anatomia di un vero e proprio disastro amministrativo, per farvi riflettere e per capire che così non si può continuare. E’ necessaria una svolta, per un reale cambiamento che non sia solo di facciata. Firetto è stato solo una pesantissima palla al piede per ogni Agrigentino, per ogni turista, per ogni visitatore della nostra splendida Agrigento. Una  città meravigliosa, trasformata in un vero e proprio inferno, fatto di inefficienze ed incapacità. In cui il disinteresse, la superficialità e tanta insensibilità hanno prodotto questi disastrosi risultati.

VIDEO:

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