Le indagini, avviate dalla mattina del 17 settembre 1970, erano state dirette dai commissari capo Boris GIULIANO e Bruno CONTRADA della Squadra Mobile della Questura di Palermo: il primo, più giovane, dirigeva la sezione reati contro la persona, mentre il secondo, più anziano, dirigeva la sezione mafia dello stesso reparto.

Contrada, il 29/9/1970 (momento in cui tutta la stampa nazionale aveva dato per scontato lo stretto collegamento tra il sequestro De Mauro e la morte del presidente Mattei) aveva sentito a Roma, presso gli studi della Vides Cinematografica, il regista Francesco Rosi e l’organizzatore cinematografico Pietro Notarianni: l’esito di tali incontri aveva portato ad escludere la validità del movente collegato all’ENI.

Tale ipotesi di lavoro aveva oggettivamente subito i seguenti sviluppi operativi:

1. 17/9/1970 – 29/9/1970 (dichiarazioni dei familiari e degli amici dello scomparso): pista privilegiata rispetto alle altre possibili;
2. 1/10/1970 (rientro a Palermo di Contrada): ridimensionamento alla luce delle risultanze romane;
3. 19/10/1970 (arresto del rag. Antonino BUTTAFUOCO, quale corresponsabile del sequestro): massimo impulso con aspettativa di clamorose iniziative riguardanti anche il possibile attentato a Enrico Mattei;
4. fine ottobre – primi di novembre 1970 (intervento del capo del S.I.D. a Palermo): definitivo abbandono.

Inizialmente l’accreditamento e lo sviluppo delle indagini nell’ambito del movente ENI si era basato sui seguenti riscontri accertati dalla polizia:

– Mauro De Mauro da quattro mesi era stato spostato alla redazione sportiva del giornale “L’Ora” di Palermo. Tale incarico ovviamente escludeva che il giornalista potesse interessarsi, per conto del giornale, di fatti diversi da quelli sportivi.
– tutti i testimoni sentiti dalla polizia, ad eccezione di uno “reperito” nel 1974, avevano concordemente affermato che De Mauro, già dall’inizio dell’estate 1970, era stato impegnato esclusivamente in un lavoro di ricerca commissionatogli dal regista Rosi per il suo film “il caso Mattei”;
– i familiari del giornalista (la moglie Elda e le figlie Franca e Junia), l’architetto Margherita De Simone e il rivenditore di libri Flavio Flaccovio avevano riferito alla Polizia – senza possibilità di equivoci – che Mauro De Mauro aveva loro confidato di avere fatto un “grosso colpo” connesso al lavoro che stava svolgendo per conto di Rosi;
– diversi altri testi avevano riferito sulle confidenze ricevute da De Mauro sul colpo giornalistico, arricchite da frasi altisonanti tendenti ad enfatizzare la portata della scoperta, senza poter dire quale era l’argomento;
anche il giornalista Lucio Galluzzo, sentito dal G.I. dott. Mario Fratantonio, aveva confermato il nesso tra Mattei ed il sequestro di Mauro De Mauro, escludendo al contempo possibili interessi di mafia;
il rag. Antonino BUTTAFUOCO era stato arrestato il 19/10/1970 per il concorso con ignoti nel sequestro De Mauro perché, durante i contatti avuti con la famiglia De Mauro, aveva voluto sapere quanto scoperto dal giornalista sull’argomento E.N.I.. Inoltre Buttafuoco, sempre nell’ambito dei medesimi contatti, aveva chiesto a Elda De Mauro di farsi dire dalla polizia – e non dai carabinieri – su quali piste stavano lavorando e su quali persone erano concentrati i loro sospetti, chiedendole l’esito degli incontri: la posizione dei due corpi di polizia rispetto alle indagini erano all’epoca note per essere state illustrate da tutti i giornali.

La sequenza di tali elementi, contrapposta all’assenza di fatti che potessero suffragare qualunque altra ipotesi investigativa, aveva indotto la polizia a credere fermamente nel movente “ENI/Mattei”.
Però, tale pista si era raffreddata temporaneamente alla fine del settembre del 1970, per essere definitivamente abbandonata tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre dello stesso anno. Successivamente anche la polizia, come i carabinieri, avevano proseguito le indagini ricercando prove rispetto a moventi improponibili quali le esattorie Salvo, la droga e il golpe Borghese.


Fonte mafie blog autore repubblica

Rispondi