12 De Mauro

Il 2 maggio 1972 Elda e Junia De Mauro avevano firmato un procura speciale con la quale avevano conferito all’avvocato Giuseppe Lupis, del foro di Locri (RC) ma con studio a Messina, l’incarico di costituzione di parte civile nel procedimento penale instauratosi a seguito della scomparsa di Mauro De Mauro. Tale procura speciale era stata depositata presso il Tribunale di Palermo ed è presente nel relativo fascicolo processuale.
Tale avvocato era stato proposto e presentato alla famiglia De Mauro dal giornalista  Pietro  Zullino, così  come  riferito  da  Elda  De Mauro e  dallo stesso Lupis. Questi comunque aveva offerto gratuitamente le sue prestazioni alla famiglia De Mauro, lasciando intendere di essere a conoscenza di “cose importanti” sia su Enrico Mattei che sulla scomparsa del loro congiunto.
Sul conto dell’avvocato Giuseppe  Lupis sono state raccolte le seguenti informazioni:

Elda De Mauro: “ho incontrato l’avvocato Lupis un paio di volte dopo che mi venne presentato e proposto da Pietro Zullino. Fu proprio Pietro Zullino, infatti, a dirmi che avrei fatto bene ad avvalermi dei servigi dell’avv. Lupis, suo conoscente, facendomi anche implicitamente capire che non avrei assolutamente dovuto preoccuparmi per la parte finanziaria. L’avvocato Lupis, infatti, non mi ha mai chiesto denaro, neanche per le spese che egli avrebbe dovuto necessariamente sostenere. … Prendo atto che lei mi mostra la memoria a firma Giuseppe Lupis del 10 luglio 1972: non l’avevo mai vista, non ne ho mai sentito parlare e neanche il giudice Fratantonio me ne aveva fatto cenno. Il giudice Fratantonio, infatti, mi informava di ogni minimo sviluppo delle indagini. Egli veniva a casa almeno due o tre volte la settimana per verificare assieme a me gli elementi che via via acquisiva.”
Pietroni Paolo: “A.D. l’avvocato Lupis mi pare che fosse uno degli informatori di Zullino e credo che egli fosse in qualche modo legato ai servizi segreti.”
Franca De Mauro: “Noi non conoscevamo Lupis, egli si presentò a casa nostra in un momento che non so situare con precisione nel tempo … Io ebbi l’impressione che egli si vantasse di essere a conoscenza dei segreti della massoneria e che per questa via poteva ottenere informazioni da Buttafuoco, che si diceva essere massone. A me Lupis non era piaciuto anche se si era trattato di una sensazione epidermica: mi pareva ambiguo e avevo l’impressione che volesse trarre da noi delle informazioni da utilizzare per suoi scopi. … Leggo oggi per la prima volta una memoria istruttoria datata 10 luglio 1972 a firma di Giuseppe Lupis. Non ho mai avuto conoscenza delle circostanze articolate in tale memoria e l’impressione che ho tratto oggi, leggendola, è stata quasi di una minaccia diretta all’avvocato Guarrasi. Mi è parso quasi come se il destinatario di quella memoria fosse l’avvocato Guarrasi. Tale scritto mi pare infatti drammaticamente ricattatorio.”

Pietro Zullino, in data 3 giugno 1974, aveva spedito una lettera al G.I. Mario Fratantonio con la quale gli aveva trasmesso copia di vario materiale cartaceo raccolto con Pietroni e Nese comprendente, fra l’altro, un appunto sullo “Stato delle nostre ricerche sulle cause della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro al 16 giugno 1971”. Tale documento tratta il recupero del nastro contenente la registrazione dell’ultimo discorso di Mattei a Gagliano Castelferrato, tenuto presso la locale sala cinematografica gestita dal signor  Domenico Puleo. Vi si legge: Noi (Zullino, Pietroni e Nese) abbiamo recuperato presso il signor Puleo detta registrazione domenica 8 giugno, nel seguente modo: “Si sono recati per nostro conto a Gagliano, da Reggio Calabria, l’avv. Giuseppe Lupis e il tenente dei CC. Mimmo Barillari, suo amico, in forza presso la tenenza di Villa S. Giovanni … Durante l’ascolto, l’avv. Lupis ha a sua volta registrato il contenuto del nastro con un micromagnetofono nascosta in una tasca interna del suo giubbotto …”
L’attuale tenente colonnello dei CC Domenico Barillari, pur confermando di essere amico di Lupis perché compagno di studi dal liceo all’università, ha invece dichiarato di non essersi mai attivamente interessato ai casi Mattei/De Mauro.
Il signor Domenico Puleo nel merito ha confermato quanto scritto nell’appunto di Zullino/Pietroni/Nese dichiarando: “Alcuni anni dopo (il 1962) vennero due signori che volevano comprare il nastro e mi chiesero di sentire prima il contenuto della cassetta per apprezzarne le qualità sonore. Questi signori di nascosto me lo registrarono.”

Giuseppe Lupis: “Sono stato difensore di parte civile di Elda e Junia De Mauro nel processo contro Antonino Buttafuoco, presso l’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo. Ricordo che in quegli anni io vivevo molto tempo a Roma e frequentavo molti giornalisti così come persone appartenenti ad organi istituzionali dello Stato, nei diversi ambienti politici e culturali di Roma. Non era, inoltre, infrequente che alcuni di questi facessero anche parte dei servizi di sicurezza ed in particolare del S.I.D.. Mi fu anche chiesto, non ricordo da chi, di svolgere attività di collaborazione con il S.I.D., in maniera organica, con retribuzione per informazioni periodiche, ma non se ne fece niente … Conobbi, tra gli altri, due giornalisti della redazione romana di “Epoca”: Pietro Zullino e Paolo Pietroni, che mi presentarono alla Elda e Junia De Mauro. … Non ho mai chiesto alcun compenso poiché ritenevo tale incarico di per sé appagante per la mia professione …  Poco tempo dopo (la costituzione di parte civile) depositai, sempre nel medesimo ufficio, una memoria con la quale chiedevo al magistrato di svolgere una serie di attività istruttorie. Tali richieste istruttorie erano state da me formulate sulla scorta di una serie di informazioni che avevo ricevuto dalla lettura di vari libri ed articoli di stampa, tra i quali, soprattutto, un libro di Riccardo De Santis e da chiacchierate con i frequentatori degli ambienti di cui le ho già parlato, tra i quali ricordo, in particolare, Nicola Falde, all’epoca mi pare maggiore dell’Arma in servizio al S.I.D. … Nicola Falde era informato di tutto ciò che avveniva in Italia e con lui ricordo anche che si era parlato sia del caso Mattei che della scomparsa di Mauro De Mauro …”
La presentazione dell’avv. Giuseppe Lupis è stata necessaria per poter accedere al seguente discorso sulla “memoria di parte civile” di cui si è accennato e per dimostrare il suo attivo interessamento ai casi Mattei/De Mauro. Ma per conto di chi? Non certo della parte civile che rappresentava.
Il 28 settembre 1995 il P.M. di Pavia aveva incontrato Pietro Zullino a Roma, per escuterlo quale persona informata sui fatti. Al termine del relativo atto il giornalista aveva informalmente consegnato al magistrato dei documenti inerenti il “caso De Mauro”. Fra questi vi era pure una “memoria di parte civile con richiesta di esecuzione di atti istruttori”, diretta al giudice istruttore presso il Tribunale di Palermo che stava indagando sul rapimento De Mauro. Tale memoria, datata 10 luglio 1972 e firmata dall’avvocato Giuseppe Lupis, non risulta essere presente nel relativo incarto processuale del Tribunale di Palermo. Il dott. Mario Fratantonio, al quale era diretta, ha riferito: “Prendo visione e leggo fotocopia di una memoria istruttoria nell’interesse delle parti civili Elda e Junia De Mauro, datata 10/7/72 e firmata dall’avv. Giuseppe Lupis: non l’ho mai letta prima e anzi le aggiungo che se l’avessi letta mi sarei senz’altro attivato per accertare la fondatezza e approfondire le questioni articolate in tale memoria.”
La richiesta formulata dall’avv. Lupis era diretta a sollecitare il G.I. dott. Fratantonio ad escutere, previo mandato di comparizione, Vito Guarrasi e Graziano Verzotto per chiarire una serie di fatti e circostanze che De Mauro avrebbe accertato nel corso del suo lavoro per conto del regista Francesco Rosi. Il documento, completamente incentrato sulla pista “ENI/Mattei”, attribuiva conoscenza – e quindi responsabilità – da parte di Cefis, Verzotto e Guarrasi sulla morte non accidentale del presidente dell’ENI Mattei.
La rilevanza di tale “memoria” è data dal fatto che tutte le notizie ivi contenute sono risultate – nell’ambito delle attuali indagini sulla morte di Enrico Mattei – fondate o comunque non contrastanti con quanto finora accertato. Alcuni fatti sono una vera e propria novità rispetto alle conoscenze ufficiali dell’epoca come, ad esempio, la circostanza che Mattei era sceso in Sicilia con entrambi gli aerei gemelli Morane Saulnier 760 a disposizione della presidenza dell’ENI. Se ne deve dedurre, ma è lo stesso Lupis a confermarlo, che le notizie indicate nella memoria istruttoria erano state attinte da ambienti bene informati quali quelli dei servizi segreti. E se è vero – come pare più probabile alla luce di quanto detto precedentemente – che il documento non era mai stato depositato presso l’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, l’ipotesi che fosse stato formato con lo scopo di ricattare Vito Guarrasi ed Eugenio Cefis assume una certa consistenza. In ogni caso, ciò che in questa sede risulta essere importante nel documento,  è l’accostamento della morte di Enrico Mattei al rapimento di Mauro De Mauro.
In conclusione, si deve ragionevolmente ritenere che le figure dell’avv. Lupis e del giornalista Pietro Zullino (che lo aveva introdotto in casa De Mauro e che deteneva una copia della “memoria”) siano importanti per comprendere ed accertare la cronologia degli eventi. L’avvocato Lupis, in tandem con Zullino, aveva sostenuto delle spese per “indagare” sulla morte di Mattei, con risultati apprezzabili dei quali, però, aveva tenuto all’oscuro le persone da lui rappresentate nonché il magistrato inquirente. Inoltre parte di tali risultati erano poi confluiti nel secondo articolo predisposto per essere pubblicato su “Epoca” e mai uscito, così come riferito dallo stesso Pietro Zullino.
Ci si deve quindi chiedere per conto di chi due avevano lavorato, chi aveva coperto le spese e quali reazioni aveva provocato la memoria di Lupis e l’articolo giornalistico di Zullino, posto – in maniera controversa – all’attenzione di Eugenio Cefis prima della 

Fonte mafie blog autore repubblica

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