Condanna per l’Asp e una ginecologa a risarcire danni per 383.200 euro, oltre ad interessi decorrenti dalla sentenza. A pronunciarsi in favore dei coniugi, che avevano fatto l’atto di citazione, è stato il tribunale di Agrigento. Lo scorso febbraio, il Tribunale di Agrigento ha dichiarato “la responsabilità delle convenute azienda sanitaria provinciale di Agrigento e ginecologa per i danni patiti dagli attori” ed ha disposto la condanna in solido. E’ per “omessa diagnosi prenatale della sindrome di Down e conseguente nascita indesiderata” che la donna, assistita dall’avvocato Calogero Meli, ha, nel marzo del 2014, citato in giudizio – davanti al tribunale di Agrigento – la ginecologa che l’ha assistita durante la gestazione e l’azienda sanitaria provinciale. La mamma chiedeva che venisse dichiarata “la responsabilità solidale e concorsuale delle convenute” e il risarcimento del danno patrimoniale e morale quantificato in complessivi 2.600.000 euro, oltre al risarcimento del danno biologico che è da quantificare.
La ginecologa ha assistito la paziente in regime di attività libero professionale intramuraria. Secondo la donna che l’ha citata in giudizio sarebbe stata responsabile “di non avere effettuato l’esame ultrascreen che, in considerazione dell’età della gestante, avrebbe consentito d’accertare – viene ricostruito nell’atto di citazione – l’esistenza del problema genetico successivamente manifestatosi”.

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