Il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, l’altro giorno a Carini, invita tutto il PD a una discussione seria sulla Statuto speciale di Autonomia siciliana. A tal fine dichiara:    

𝐵𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑢𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑜 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎, 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑒́ 𝑣𝑎 𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑟𝑛𝑎 𝑒 𝑑𝑖𝑔𝑖𝑡𝑎𝑙𝑒“. 𝐶𝑜𝑠𝑖̀ 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑙𝑖 𝐴𝑓𝑓𝑎𝑟𝑖 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖, 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑜 𝐵𝑜𝑐𝑐𝑖𝑎, 𝑐𝑒 𝑎 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑃𝑑 𝑠𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑡𝑎𝑙 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜.  

Il segretario del Pd regionale, 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑦 𝐵𝑎𝑟𝑏𝑎𝑔𝑎𝑙𝑙𝑜, ha aggiunto: “𝐶𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑆𝑡𝑎𝑡𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑒 𝑣𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑣𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑜𝑡𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑚𝑖𝑙𝑙𝑒𝑛𝑛𝑖𝑜“.

Potrebbe sembrare una scena di teatro commuovente, con il siciliano al centro, oggetto di attenzioni sincere. Ma non sarà così! Statene sicuri. 

Caro Ministro, io ricordo perfettamente le attenzioni del Pd al nostro prezioso Statuto speciale e alla nostra Autonomia finanziaria, e sono state quanto più le devastanti si possano immaginare.  

Vogliamo ricordare l’accordo di Renzi e Crocetta (PD) che con un accordo scellerato hanno sottratto 30 miliardi ai siciliani mettendosi d’accordo per 500 milioni? Tutto questo, in barba a una sentenza (207) della Corte Costituzionale del 2014, una sentenza storica che riconosceva i diritti alla Sicilia. Ma possiamo anche ricordare la sentenza 89/2015 che riconosce il danno finanziario subito dalla Regione Siciliana. 

Con uomini del Pd, 30 miliardi che spettavano in pieno diritto alla Sicilia e ai siciliani sono diventati 500 milioni.  

Lo Stato negli anni, ci dice la sentenza, trasferendo le risorse, non ha mai fornito una documentazione analitica delle risorse. Come fa una Regione a capire di cosa si sta parlando? E come fa a quantificare e a capire se lo Statuto veniva rispettato?  

È questo che possiamo chiamare un rapporto di leale collaborazione tra Stato e Regione? Tra lo Stato e i cittadini siciliani? Addirittura, dal 2000 al 2016, si parla di un danno di 100 miliardi di euro. Ecco il ricordo che abbiamo del Pd. 

Caro Ministro, non pensi neanche di creare un danno alla Sicilia o a depotenziare i nostri diritti, perché ci troverà pronti a sollevarci a favore della nostra Terra. 

Piuttosto, pensi a restituirci il maltolto. 

Rispondi