Falso e truffa, chieste condanne per ingegnere e medico

La pubblico ministero Antonella Carrozzieri ha chiesto la condanna a 4 anni di carcere per l’ingegnere Giuseppe Gabriele, dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Ravanusa e a 2 anni e 8 mesi per il suo medico Armando Antona, anch’egli di Licata come l’impiegato, imputati per falso e truffa aggravata. Secondo l’accusa Gabriele, in meno di un anno e mezzo, si sarebbe assentato dal lavoro per 256 giorni, attestando falsamente, sostiene l’accusa, di andare in Romania per curarsi i denti e, invece, avrebbe curato i suoi interessi imprenditoriali. Nel maggio del 2015 il pm Andrea Maggioni, allora in servizio alla procura di Agrigento, dispose il fermo di Gabriele che, dopo due giorni in cella, fu rimesso in libertà dal gip. Adesso il processo si sta per concludere.
Gabriele, condannato a 8 anni e 10 mesi, nell’inchiesta sulla cosiddetta “cricca di Lampedusa”, ha sempre negato la ricostruzione dei fatti operata dalla Procura sostenendo che la ragione dei suoi viaggi in Romania fosse reale. Il 16 novembre discuteranno i legali difensori. Gabriele è assistito dall’avvocato Ignazio Valenza, Antona da Giuseppe Scozzari. Poco dopo la giudice Agata Anna Genna emetterà la sentenza.

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