Sono accusati di segnalarsi a vicenda i posti di blocco su gruppo whatsapp”. Per questo la sostituto procuratore della Repubblica, Paola Vetro, ha chiesto oggi il rinvio a giudizio per i 62 indagati, quasi tutti di Canicattì, iscritti e partecipanti a un gruppo whatsapp, denominato “Uomini immiezzu a via”, che si sarebbero avvisati a vicenda, facendo veicolare le informazioni a terze persone, della presenza di uomini delle forze dell’ordine sparsi per il territorio e di autovelox. L’udienza preliminare si tiene davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella.
L’indagine, condotta dai poliziotti del commissariato di Canicattì, è stata avviata dopo il ritrovamento casuale del telefono cellulare di uno degli iscritti al gruppo. L’accusa per i 62 indagati è quella di aver “interrotto e turbato i servizi di controllo delle forze dell’ordine” attraverso lo scambio di informazioni, in maniera costante e coordinata, circa la presenza di posti di blocco sulle strade.

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