Pietro Cavallotti, noto per la sua battaglia di giustizia contro il sistema Saguto e le leggi sbagliate sull’attività di sequestro e gestione dei beni tolti alla malavita organizzata ha deciso di iniziare una forte protesta contro quel sistema di potere dell’antimafia che, nel tentativo di mantenere i propri privilegi , ha rovinato l’esistenza a tante persone innocenti. La questione dei sequestri è un aspetto delicato della lotta alla mafia. Una legge vecchia e fatta subito dopo le stragi del 92 , in alcuni passaggi, ha lasciato molto alla libera interpretazioni degli inquirenti. Oggi, in molti , chiedo una revisione di quella legge.

La legge va cambiata e ed necessario determinare parametri oggettivi e non soggettivi. Allo stesso tempo è importante ribadire, come diceva Falcone che il miglior attacco fatto alle mafie è quello economico. Occorre però ,non cadere nel facile abuso di potere. Anche sulla gestione dei beni ci dovranno essere più controlli e meno giudici faccendieri Una protesta che dovrebbe anche tener conto del comportamento “strano” di alcuni magistrati che probabilmente subiscono il magnetismo della partigianeria politica guardando dal punto di vista giudiziario solo da una parte.

Un esempio sta anche nell’uso della carcerazione preventiva. Strano che alcuni “personaggi”, con capi d’imputazione pesanti a carico, vanno in Tunisia a godersi le vacanze e altri, invece, vengono sbattuti in galera in attesa di giudizio Anche la Saguto non ha mai avuto un giorno di misura cautelare

Cavallotti su Facebook scrive:

A partire dalla mezzanotte di oggi, per due giorni, farò lo sciopero della fame. Per tutte le vittime innocenti di chi ha usato l’antimafia come strumento di potere.
Per chi ha lavorato una vita e si è visto togliere il frutto dei propri sacrifici.
Per chi, dopo un calvario mortificante, ha ottenuto le macerie delle proprie aziende e non riesce a ripartire.
Per tutti coloro che hanno combattuto coi fatti la mafia e si sono visti sciogliere nell’acido prefettizio.
Per tutti coloro che, pur non avendo risposte da uno Stato sordo e cieco, continuano ad avere speranza e sete di giustizia.
Contro la barbarie giudiziaria che si consuma in questo s
fortunato Paese.

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