Lo scorso Agosto 2020, l’Ufficio competente per i Procedimenti Disciplinari dell’Asp di Agrigento intraprendeva un’azione disciplinare nei confronti di un Dirigente medico del Presidio Ospedaliero “Barone Lombardo” di Canicattì, avendo riscontrato nell’operato del dirigente una presunta violazione dei doveri di correttezza e di collaborazione nei confronti dei colleghi e addetti della struttura, nonché degli obblighi di servizio, di vigilanza e continuità nell’assistenza ai pazienti, con particolare riguardo ad un avvenuto trasferimento di due pazienti dal nosocomio di Canicattì a quello di Agrigento, asseritamente imputabile all’assenza del sanitario.

Quest’ultimo, ricevuta la contestazione, assistito dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, con un articolato scritto difensivo chiariva la propria posizione ed i reali accadimenti avvicendatisi, evidenziando come lo stesso, nell’ambito del rapporto lavorativo alle dipendenze dell’Asp di Agrigento, avesse sempre operato nel rispetto di tutte le norme comportamentali, giuridiche e regolamentari connesse al proprio ruolo istituzionale, mantenendo con i colleghi e gli altri operatori sanitari di reparto un comportamento assolutamente rispettoso sia dal punto di vista personale che da quello professionale.

In particolare, i legali Rubino e La Loggia rilevavano come nessuna violazione degli obblighi di vigilanza, operatività e continuità assistenziale potesse essere addebitata al sanitario per la semplice ragione che lo stesso, per il periodo in contestazione, si trovava in congedo ordinario per ferie, con la conseguenza che, a suo carico, non gravava alcun obbligo di vigilanza sui pazienti ricoverati durante la sua doverosa assenza dal servizio programmata ed autorizzata, né tantomeno alcun obbligo di reperibilità o comunque di rintracciabilità.

Pertanto, nessuna responsabilità né negligenza poteva essere imputata al proprio assistito.

Rilevavano, inoltre, i legali come il trasferimento dei pazienti avvenuto in sua assenza, oltre ad essere stato disposto da altro medico in servizio in reparto, era comunque da ritenersi legittimo, in quanto compiuto nel rispetto di tutte le norme regolamentari e sanitarie, come già avvenuto, in passato, per altri trasferimenti effettuati fra i diversi nosocomi laddove non era stato possibile procedere in loco ad assicurare le cure necessarie.

Così, al termine dell’attività istruttoria, il competente Ufficio per i Procedimenti Disciplinari dell’Asp di Agrigento, accertata l’infondatezza delle contestazioni disciplinari mosse, in un primo tempo, nei confronti del dirigente, ha disposto l’archiviazione del procedimento disciplinare avviato nei confronti dello stesso.

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