Pioggia di critiche alla scelta di dar vita ad una giunta regionale tutta al maschile da parte del governatore Nello Musumeci e dei suoi alleati della maggioranza di centrodestra. Nonostante Musumeci abbia bloccato le nuove nomine in zona cesarini prendendo ancora tempo, sembra che proprio le polemiche abbiano avutpo un ruolo a comninciare dalla richiesta di intervento rivolta al Presidente Mattarella dal deputato Claudio fava.

“Con l’esercizio provvisorio in alto mare e la Sicilia a rischio di default finanziario, l’unico pensiero del Presidente Musumeci in queste settimane è stato il rimpastino della Giunta, condizione necessaria per portare a casa l’approvazione della manovra di fine anno. In un grottesco travisamento delle forme politiche e della sostanza democratica, Musumeci inaugura la prima giunta integralmente al maschile, virile rimembranza del ventennio fascista in cui alle donne non era neppure concesso di votare. Sarà il caso che di questa offesa giuridica e culturale si occupi anche il Presidente Mattarella, a meno che l’Autonomia siciliana debba essere intesa anche come extraterritorialità rispetto alla civiltà del diritto e della storia”.

Che Musumeci abbia rispetto e considerazione per i Mattarella non è una novità. Lo dimostra anche la nomina della sorella che è stato uno dei primi atti dopo l’elezione.

Ma la pioggia di polemiche non si arresta con attacchi che vengono dalla Cgil “Dopo non avere fatto niente per promuovere l’occupazione femminile e per un welfare che rispondesse ai bisogni e garantisse i diritti di cittadinanza delle donne il governo Musumeci si appresta ora a varare una Giunta regionale tutta al maschile. Un atto becero che segnerebbe la conferma di un esecutivo per il quale la parità di genere e i diritti delle donne vengono all’ultimo posto e sono perloppiù solo vuoti titoli” dice Mimma Argurio, segretaria regionale del sidnacato. “Ci sono atti- aggiunge Argurio- che sono più che simboli: una Giunta regionale che già contava una sola donna, senza rappresentanza femminile potrà solo esacerbare il suo tratto maschilista, impedendo ancora una volta alle donne di dare il loro contributo alla ripresa della Sicilia e di potere dispiegare le loro potenzialità affermando i diritti di tutte le donne”.

“Che durante una pandemia, con la Sicilia che affonda, il Presidente Musumeci si occupi di rimpasti e poltrone è già un fatto grave, al quale si aggiunge la totale eliminazione della rappresentanza femminile all’interno del proprio governo. Non si tratta di mere quote rosa ma di totale mancanza di rispetto nei confronti delle competenze politiche e professionali delle donne, al di là di ogni ulteriore differenziazione. Proprio per questo mi aspetto una condanna unanime, anche da parte delle donne del centro destra” sostiene Aurora Ferreri, componente della Direzione regionale del Pd Sicilia, commenta la rimozione dell’unica donna presente nella giunta Musumeci per far posto a un uomo.

“Prendiamo atto dell’ennesimo gesto di ipocrisia del centro destra che insieme a noi ha approvato trionfalmente la legge regionale che vuole un terzo delle donne in giunta. La legge entrerà in vigore dalla prossima legislatura ma Musumeci e la sua maggioranza ci hanno già dato prova del fatto che non intendano rispettarla, motivo in più per mandare a casa queste destre inadeguate e maschiliste”.

Sempre di marca Pd anche altri interventi “Non si può che stigmatizzare l’ennesimo oltraggio che il governo Musumeci sta perpetrando ai danni del contributo delle donne alla politica regionale, costantemente marginalizzato. Rimuovere l’unica assessore donna in favore dell’ennesimo uomo va oltre ogni limite di decenza. Se poi pensiamo che nel mio ruolo di Presidente di Emily Palermo insieme ad altre associazioni femminili da anni portiamo avanti contro un muro di gomma la battaglia per l’approvazione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale per l’Ars, si consolida l’immagine di una regione-Cenerentola rimasta l’ultima in Italia a prevedere la preferenza unica” dice Milena Gentile, Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità e Politiche di Genere della Segreteria Regionale del Partito Democratico.

“Il gruppo PD all’Ars aveva proposto il 50% di donne, tuttavia si è riusciti recentemente ad approvare che ogni genere sia rappresentato in misura non inferiore a un terzo dei componenti della giunta regionale. Oggi, a dispetto di ogni norma, si concretizza lo zero assoluto di donne in giunta. Questa enorme ipocrisia è semplicemente vergognosa”

Per Maria Saeli della direzione nazionale di Più Europa e mentore della scuola politica Prime Donne “E’ arrivato il rimpasto della giunta della regione siciliana. Trovo assolutamente scandaloso  che ancora una volta non ci sia nessuna donna. Eppure proprio poco tempo fa lo stesso Gianfranco Micciché festeggiava l’approvazione della legge – che certo entrerà in vigore dalla legislatura prossima – delle quote di genere in Giunta”.

“La Regione più avanti d’Italia, si diceva. Eppure oggi assistiamo all’ennesimo passo indietro. Una vera e propria retromarcia, se pensiamo che l’unica donna della giunta Musumeci, Bernadette Grasso, è stata sostituita. Il tutto in favore di logiche di campanile interne – conclude. Da una a zero il passo è stato davvero brevissimo”.