La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa ed ha confermato il decreto di applicazione del regime del 41 bis, firmato dal ministro della Giustizia e confermato dal Tribunale di Sorveglianza di Roma, a carico di Giuseppe Falsone, 50 anni, di Campobello di Licata, già capo di Cosa nostra agrigentina, arrestato da latitante a Marsiglia, il 25 giugno del 2010, dopo oltre un decennio di latitanza, conclusa con la fuga all’estero. Secondo la Cassazione, così come in precedenza il Tribunale di Sorveglianza, il rischio di contatti con l’esterno è ancora elevato e necessita di ulteriori restrizioni in ambito penitenziario.

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