Il dato dei ricoveri a martedì per coronavirus negli ospedali siciliani aumenta di 2 unità, così come riporta il bollettino quotidiano del ministero della Salute. In terapia intensiva sono in cura 229 persone (due in più rispetto al precedente bollettino). Il dato dei guariti è pari a 1456 persone. I decessi sono 36. I nuovi soggetti positivi rilevati sono 970. I tamponi molecolari processati sono stati 9947. I tamponi rapidi sono stati 13632. I vaccini finora effettuati sono 117808. Ecco il report dei contagi nelle province: 72 Agrigento, 36 Caltanisetta, 188 Catania, 2 Enna, 104 Messina, 308 Palermo, 14 Ragusa, 84 Siracusa, 162 Trapani. Nel frattempo è ripresa la campagna vaccinale Covid in Sicilia. La scorsa settimana il dato era fermo a 94.176, anche se la disponibilità era di 169.525 dosi, perché la parte restante doveva servire per le scorte per i richiami e non per le nuove vaccinazioni, che viceversa sarebbero state vane. Per questo la Regione aveva tuonato affinché la Pfizer riprendesse a inviare in modo regolare quanto concordato, e il presidente Nello Musumeci aveva anche chiesto di requisire le dosi necessarie dalle multinazionali. La disponibilità non è ancora aumentata, ma dovrebbe accadere a breve, quindi si va avanti, anche se a rilento. Ora sono 104.430 le persone che hanno ricevuto la prima dose del vaccino. La Sicilia è la terza regione per numero di dosi ricevute (169.525) e la diciassettesima per tasso di somministrazione (61,6 %, mentre la media nazionale è del 77,4 %). Ancora nel frattempo, sono in consegna entro la giornata di oggi oltre 31 mila dosi di vaccini anti Covid-19 che stanno raggiungendo i vari punti vaccinali delle province siciliane. Si tratta delle dosi già previste nel piano di distribuzione che ha visto un rallentamento dopo le vicende legate ai ritardi di Pfizer. Pertanto, la campagna vaccinale in Sicilia prosegue regolarmente con le inoculazioni della seconda dose. Infatti, come si ricorderà, a fronte dei ritardi nella consegna dei vaccini, è stato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, a disporre che le dosi disponibili sarebbero state utilizzate prioritariamente per coloro che avessero già ricevuto la prima dose, e ciò per evitare il ritardo, oltre tre settimane, nella somministrazione della seconda dose, ovvero il richiamo. Tale eventuale ritardo, come accertato dagli addetti ai lavori, rende inutile l’avvenuta somministrazione della prima dose.

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