Il Tribunale di Agrigento, accogliendo quanto proposto dalla Procura di Palermo, ha disposto la confisca del patrimonio, stimato in circa 8 milioni di euro, dell’imprenditore di Porto Empedocle Giuseppe Burgio, già “re” della distribuzione alimentare nell’Agrigentino. Del patrimonio già sequestrato in primo grado, i giudici hanno restituito all’imprenditore solo una società, la “New project marbles”. La misura di prevenzione patrimoniale segue l’indagine della Direzione distrettuale antimafia che contesta a Burgio, già arrestato il 28 ottobre del 2016 per bancarotta fraudolenta, anche l’intestazione fittizia di beni e il riciclaggio. Nel provvedimento – che confisca beni immobili, conti correnti, auto e attività imprenditoriali dell’indagato – i giudici rilevano i rapporti consolidati che avrebbero legato l’imprenditore ai vertici della mafia agrigentina. I giudici descrivono Burgio come – si legge – “un imprenditore perfettamente calato in una realtà sociale profondamente condizionata dal fenomeno mafioso, e convinto che venire a patti con i clan fosse un costo d’impresa inevitabile”.

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