Dopo due anni di commissariamento per mafia del comune di Vittoria, il 2 agosto 2020, è scaduto il mandato della Commissione prefettizia nominata dal Ministero dell’Interno. Il 4 ottobre si sarebbe dovuto votare, così come è avvenuto in 61 comuni siciliani. Ma le elezioni sono state rimandate, ad oggi, per ben quattro volte. In pratica sono state rinviate sine die! E’ un vero e proprio scandalo nazionale le cui motivazioni, senza fare dietrologia, sono da ricercare in dei giochi di potere, in dei rimpalli di responsabilità tra Stato e Regione Siciliana. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, all’indomani della scadenza del mandato della terna di commissari dello Stato, insediatisi nel luglio del 2018, in considerazione della definitiva cessazione del regime di straordinarietà che, in caso di scioglimento di un ente locale per infiltrazioni mafiose è previsto, per legge, per un massimo di 24 mesi, avrebbe dovuto nominare un commissario regionale, per portare il comune verso le elezioni.  Almeno così è previsto dalle norme regionali vigenti, in virtù del Statuto autonomistico che prevede la potestà esclusiva della Sicilia in materia di enti locali. Ma non l’ha fatto, consentendo un’illegittima proroga di un anno dell’incarico conferito ai tre commissari dello Stato. Senza tenere conto poi che, se la scusa per non votare è la pandemia, basta sottolineare che una settimana fa, esattamente il 14 e 15 marzo, si è votato nel comune di Tremestieri Etneo.

Cosa allora realmente bolle in pentola a Vittoria?

Bisogna a questo punto fare qualche passo indietro per capire cosa sta succedendo da tre anni a questa parte. E’ necessario fare riferimento ai motivi dello scioglimento per mafia del Comune del 2018, ed alla condanna ad un anno e quattro mesi dell’ex sindaco Giovanni Moscato, risalente all’ottobre del 2019, per una  legittima proroga di tre mesi, all’atto del suo insediamento, ad un’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti ed il cui appalto era riconducibile all’Amministrazione comunale precedente. All’epoca dei fatti incriminati, in un post su Facebook,  l’ex sindaco Moscato spiegava quale era stata la causa scatenante di uno scioglimento per mafia assai equivoco, a cui hanno fatto seguito una serie di altrettanti equivoci accadimenti ed alcuni colpi di scena che sono davvero sensazionali. In questo caso a diventare protagonisti di una serie di vicende amministrative, per lo meno anomale, sono i commissari dello Stato che sono ancora inchiodati sulle loro poltrone malgrado, come detto, il loro incarico sia ormai scaduto da quasi otto mesi. A questo punto dobbiamo porci un quanto mai giustificato interrogativo. Perché in un comune di oltre 60 mila abitanti, nel cui territorio ricade il più grande mercato ortofrutticolo del Sud Italia, al di là di qualsiasi previsione legislativa, si preferisce prorogare l’incarico a tre commissari, impedendo, per ben quattro volte, che vengano liberamente e regolarmente eletti sindaco, giunta e  consiglio comunale?

Con un po’ di pazienza forse qualche plausibile spiegazione riusciremo a darcela.

Prima dei fatti di oggi, raccontiamo l’antefatto. Appena eletto nel giugno 2016 con una lista civica vicina al centrodestra, l’ex sindaco Moscato racconta di essere stato costretto, nove giorni dopo il suo insediamento, “a firmare una proroga di un’ordinanza contingibile ed urgente relativa al servizio di raccolta dei rifiuti che scadeva proprio in quella data”. Una scelta che, sostiene Moscato nel suo post, è stata “obbligata, non c’erano alternative. Se non l’avessi fatto i rifiuti sarebbero rimasti per strada e nei cassonetti per settimane con la conseguente emergenza sanitaria. Un atto previsto per legge, la cui legittimità è stata confermata dai tribunali amministrativi, ma che per altri tribunali sarebbe un atto che esegue un disegno criminoso in concorso con l’ex sindaco”.

Questa proroga di tre mesi, accordata ad un’azienda di Floridia, ritenuta in odor di mafia, è stata la causa scatenante dello scioglimento del comune di Vittoria per infiltrazioni mafiose, decretato durante l’amministrazione di Moscato. Nella relazione della commissione ispettiva che ha spinto il consiglio dei ministri a chiedere lo scioglimento, si faceva peraltro riferimento a fatti avvenuti durante l’amministrazione precedente, in modo particolare alle procedure anomale riguardanti l’appalto per la gestione dei rifiuti solidi urbani.

Da quel momento non si capisce più niente. O per meglio dire, forse abbiamo capito fin troppo leggendo, ad esempio, cosa veniva riportato qualche anno dopo, per la precisione il 22 febbraio 2020, dal giornale online ialmo.it, che già dal titolo sembra tutto un programma, e che programma!

Vittoria, la Tech (rifiuti) colpita da interdittiva antimafia. Qualcuno ‘scioglierà’ i commissari?

“Quindi se l’Interdittiva arriva durante l’amministrazione Moscato c’è il rischio di infiltrazioni, ma se l’interdittiva arriva durante la gestione commissariale cosa succede?”

Ma che succede se i commissari straordinari, insediati per interrompere il circuito di permeabilità di possibili infiltrazioni mafiose in un comune, fanno le stesse cose che facevano gli amministratori di quello stesso comune, peraltro democraticamente eletti dai cittadini?

C’è qualcuno che potrà ‘sciogliere’ i commissari?

Il tema torna d’attualità alla notizia che la Tech, l’azienda che svolge il servizio di raccolta rifiuti a Vittoria, è stata colpita da interdittiva antimafia emanata dalla prefettura. “La ditta – afferma Alfredo Vinciguerra, ex assessore della giunta-Moscato e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – è stata più volte confermata dai commissari straordinari con le stesse identiche procedure usate dall’amministrazione Moscato cioè per mezzo della ripetizione dei servizi analoghi. C’è però una differenza sostanziale: all’amministrazione Moscato sono state rimproverate proprio quelle identiche procedure usate dai commissari perché ritenute ‘forse opache’! Adesso – osserva Vinciguerra – si rimette tutto in gioco. Il sindaco Moscato è stato quello che ha fatto per la prima volta nella storia una gara pubblica per i rifiuti, vinta da una ditta (EF) iscritta in white list della prefettura. Ditta che poi ha avuto (così come la Tech) una interdittiva antimafia”.

“Quindi se l’Interdittiva arriva durante l’amministrazione Moscato c’è il rischio di infiltrazioni, ma se l’interdittiva arriva durante la gestione commissariale – si chiede Vinciguerra – cosa succede? Gestione commissariale che ha seguito le stesse procedure della giunta Moscato! Gli stessi commissari che hanno utilizzato la ripetizione dei servizi analoghi con la Tech proprio come aveva fatto l’amministrazione Moscato con la EF e anche la ripetizione dei servizi analoghi era finita sotto accusa nella relazione prefettizia che portò allo scioglimento”.

“Siamo al paradosso. È evidente, quindi, che i commissari – conclude Vinciguerra – hanno agito seguendo la legge e le regole esattamente come Moscato. E come l’amministrazione Moscato si sono fidati del sistema dei controlli delle Prefetture che curano l’iscrizione nell’elenco white list di queste ditte. Nessuna responsabilità dei Commissari così come nessuna responsabilità di Moscato. Crolla così uno degli elementi fondanti della relazione prefettizia che portò allo scioglimento del Comune”.

https://www.ialmo.it/news/ialmo-news/vittoria-la-tech-rifiuti-colpita-da-interdittiva-antimafia-qualcuno-sciogliera-i-commissari/

Ma udite, udite, cosa è successo ieri…

La Guardia di finanza di Siracusa, nell’ambito dell’operazione “Good company”, ha eseguito una misura di prevenzione patrimoniale antimafia, sottoponendo ad amministrazione giudiziaria la Tech Servizi srl, azienda di Floridia che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Il provvedimento del Tribunale di Catania, emesso su richiesta della locale Dda, scaturisce da indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Siracusa, su informative dello Scico delle Fiamme gialle e la collaborazione della Dia di Catania, che hanno consentito di accertare che la società avrebbe agito in regime di “contiguità con diversi ambiti della criminalità organizzata” e, pertanto, esposta al rischio di infiltrazioni e condizionamento di stampo mafioso.

Avete capito bene? La Tech, si proprio la tech, l’azienda a causa della quale è stato commissariato il comune di Vittoria, a cui i Commissari, come se nulla fosse, hanno concesso la proroga dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, fregandosene che era stata raggiunta da un’interdittiva antimafia, adesso è gestita dagli amministratori giudiziari.

Ma le sorprese, così come  quasi tutte quante le ciambelle col buco, non finiscono mai!

La sapete l’ultima?

Sempre i Commissari dello Stato, prima di fare le valige, non appena Stato e Regione si metteranno d’accordo per fare ritornare la democrazia a Vittoria, hanno tentato, non sappiamo con quali risultati, di aggiudicare un mega appalto da oltre 50 milioni di euro. Si tratta, manco a dirlo, della gestione, per i prossimi sette anni, dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. In tal modo, chiunque verrà eletto, non potrà che sottostare alle condizioni stabilite da un capitolato ed un contratto stipulato con una ditta esterna. L’ex sindaco ed ex parlamentare Francesco Aiello è, da più di un anno, che annuncia invano la sua ricandidatura a sindaco. Lui, ad esempio, riguardo ai rifiuti, preferirebbe la meno costosa gestione in house, senza avere tra i piedi delle ditte più o meno infiltrate dalla mafia. Il problema è che, come si diceva una volta, ”cu cumanna fa liggi“. E chi comanda adesso a Vittoria ha deciso che si fa in un altro modo e che non si vota! Alla faccia di tutti i Vittoriesi, trascinati in un limbo senza regole ed esasperati da questa situazione di illegittima sospensione dei diritti civili e delle libertà democratiche. Aiello, vecchia figura storica della Sinistra siciliana, cerca di manifestare, anche platealmente, questo spirito di rivolta, sopito e soffocato dalla pandemia, ma che cova dentro tutti quanti i cittadini di Vittoria che, qualcuno, li ha trasformati, da quasi tre anni a questa parte, in sudditi di un regime che di antimafioso sembra avere ben poco. L’ultima azione di protesta di Aiello è stata quella di ammanettarsi nella scala del municipio. Non ne può più! Tutti quanti i sessantamila abitanti di Vittoria non ne possono più! Si sentono trasformati in tanti Tantali. Ci riferiamo al dantesco eroe mitologico Tantalo, il cui supplizio infernale era quello di soffrire la fame e la sete, pur avendo a disposizione i pomi di un albero e un ruscello da cui sgorgava in continuazione tanta invitante acqua. Ma appena si accostava alla fonte per bere, l’acqua immediatamente si ritirava e scompariva. Allo stesso modo a Vittoria, tra un rinvio e l’altro, si continua a prendere in giro l’intera popolazione, con tanto di manifesti fatti affiggere dai commissari, alla stregua delle ‘grida‘  manzoniane, recanti la data delle elezioni. Prima data ufficiale: ottobre. Poi spunta novembre e poi ancora, febbraio. Con tanto di annunci ufficiali. In qualche caso è bastata addirittura una semplice telefonata di disdetta da parte della Prefettura, per comunicare che questa o quella data era saltata!

Ed ogni volta tutti si chiedono: ma quando si vota?

Video-intervista ad Aiello di Reteiblea.it: https://fb.watch/4lquMLck3O/

 

One thought on “Prove tecniche di regime: a Vittoria non si vota più! Le elezioni comunali, senza motivo, da ottobre ad oggi sono state rinviate 4 volte. Montano le proteste, fioccano le denunce, mentre l’ex sindaco Aiello, per protesta, si incatena”

  1. Spero che Stato…Magistratura..polizia tributaria..corte dei conti…e guardia di finanza…guardino bene i flussi e le influenze di denaro e di spesa in entrata ed in uscita….a Vittoria in questi tre anni

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