Da una interessante statistica de IL Sole 24 Ore

La provincia di Trapani al 14° posto in Italia per crescita di risparmi bancari .Un ottimo risultato per le banche che contrasta con il 101° posto nazionale per qualità della vita. Nella classifica perdente ci sono altri fattori calcolati. Tra questi , l’occupazione. che per molti abitanti della zona è diventato un sogno irrealizzabile. Insomma i trapanesi che hanno i soldi , ne hanno di più e continuano a tenerseli in banca o alla Posta, senza spenderli . Il Covid ha fatto crescere questa tendenza in una provincia , dove, per tante ragioni, soli i pazzi pensano d’investire e dove molti giovani( e non solo) stanno scappando.

La più grande “industria” nel trapanese rimane quella ” Statale” con migliaia di posti di lavoro distribuiti tra, i vari uffici che vanno dall’Agenzia delle Entrate , alle Forze dell’Ordine, all’ impiego provinciale, regionale e comunalescuole incluseSolo nel capoluogo in media ci sono oltre 3000 dipendenti pubblici

Le misure per la liquidità del Governo e l’incertezza sul futuro spingono i depositi: record a Ragusa e al centro Sud, meno nelle grandi città dove pesa anche il costo della vita

Nel trapanese il Covid fa diventare più ricchi quelli che sono già ricchi. Una provincia dove il tasso di impiego pubblico e di gente che vive con la pensione è altissimo.

In Sicilia la Provincia di Trapani è la terza per crescita dei risparmi . Addirittura, in percentuale, supera anche Palermo e Catania

Il 78 % dei risparmi degli abitanti della Provincia di Trapani sono in mano a privati cittadini. Il 12 & alle imprese. Un dato che indica una scarsa liquidità nei conti delle aziende . La media pro-capite per i titolari è alta . Infatti la cifra di 11,4 mila Euro è la somma media di denaro in giacenza per soggetto con deposito nelle banche o altri servizi similari.

Il Sole 24 Ore ha mappato i depositi pro capite e stilato una classifica, per provincia, dei territori dove nel 2020 si è “risparmiato” di più. La spinta alla liquidità parte da Ragusa (+14%), dove i soli depositi delle famiglie (+6,3%) pesano per il 71% del totale, e si disperde nelle grandi città e nei centri finanziari. Qui l’incidenza delle somme accantonate da imprese e famiglie è inferiore sul totale e a pesare maggiormente sono i depositi di amministrazioni pubbliche, assicurazioni e fondi pensione, che sono in controtendenza rispetto al trend generale.

La grande crisi mentre i conti correnti degli italiani traboccano di soldi e risparmi?
Covid-19 e crisi economica? Neanche l’ombra a giudicare dai dati diffusi dall’Abi (l’Associazione dei Bancari Italiani), che testimonia come oggi vi siano conti correnti più ricchi di sempre. Vediamo allora la grande crisi mentre i conti correnti degli italiani traboccano di soldi e risparmi.
I dati dell’Abi
Sembra un paradosso ma tra i pochi vantaggi del lockdown vi è stato quello per cui i depositi bancari degli italiani siano oggi tra i più ricchi di sempre. I saldi bancari sono infatti cresciuti di +30 miliardi di euro, stabilendo appunto diversi record. Il primo, è la media pro-capite di giacenza sul conto corrente di ciascuno pari a €18.753. il secondo record è in termini di “valore assoluto cumulato”, ovvero un totale di ben €1.730 miliardi di euro.

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