Lucianella Presta (PdF-Piemonte):« Il Popolo della Famiglia è accanto alle famiglie beffate da un governo che approva misure del tutto inadeguate mentre resta indifferente a fronte di una crisi economica gravissima e generalizzata che sta distruggendo i piccoli lavoratori autonomi e tutte le categorie su cui poggia l’85% dell’economia italiana. »

Presta sostiene, inoltre ,quanto affermato dal segretario nazionale del PdF, Andrea Brenna, riguardo al disegno di legge delega approvato il 30 marzo 2021, con il quale il Senato ha dato il via libera definitivo all’introduzione nel nostro ordinamento dell’assegno unico:

“- è una mancetta elettorale assistenzialista da 50 euro in media per figlio (non dobbiamo credere alle bugie di chi sta narrando che saranno erogati 250 euro a figlio);

– è un’azione che invita a percepire meno reddito basandosi sull’Isee (l’assegno infatti premia chi produce meno reddito agendo all’opposto dello stimolo prodotto dal quoziente familiare che invece stimola a generare più reddito e figli. L’assegno unico per figlio è un primo passo nella direzione opposta a quella necessaria, cioè a quella del quoziente familiare con particolare attenzione alla famiglia monoreddito);

– è un’azione che comporta il mantenimento dell’attuale altissimo livello di tassazione diretta e indiretta sulla famiglia, ostacolandone la formazione e disattendendo gravemente l’Art. 31 della Costituzione della Repubblica Italiana;

– è un assegno che infierisce nella relazione educativa familiare, verrà infatti erogato direttamente ai figli tra i 18 e i 21 anni a prescindere dalle loro eventuali dipendenze (droghe, alcool, ludopatie, ecc…) disarticolando, di fatto, il rapporto non solo educativo tra genitori e figli conviventi;

L’approvazione trasversale e pressoché unanime di questo provvedimento è una bruttissima notizia.

La famiglia sa fare bene i suoi conti: non si aspetta mancette tratte dall’esosa tassazione che, unitamente al caro vita, la sta opprimendo a tutto tondo.

Con il voto occorre modificare al più presto questo Parlamento che si è già dimostrato (e si continua purtroppo a dimostrare) gravemente antisussidiario”.

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