Come ammoniva Leonardo Sciascia, un fatto e’un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità,non contiene il diverso e il contrario.

Quanto è avvenuto dentro la maggioranza consiliare di Agrigento, è anch’esso un “ fatto” e non una smorfia o un atteggiamento politico;è un fatto e merita la giusta declinazione.
Come sarebbe bello,se gli attori politici decidessero di rendere nota, alla comunità agrigentina, la ragione che ha determinato la scelta di un assessore di uscire dalla giunta del sindaco Micciche’. Alla luce del sole,comprensibile a tutti e non solamente ai frequentatori degli ipogei della politica.
Sono fortemente convinto che la gente comune percepisce questa fase politica come qualcosa di più profondo rispetto alle immagini che vengono offerte, sebbene faccia fatica ad interpretarle.
Occorre sostituire, a mio modesto parere,alla politica formale, fatta di allusioni, di battute, una politica di contenuto, capace di pensare ed agire in grande e in comunione con la comunità, senza nasconderle nulla, rompendo le abitudini fatte di tattica e guardare la realtà e la verità dei fatti.
La politica tutta,deve fare uno sforzo di immaginare cose nuove, parlando chiaro, dicendo le cose come stanno e responsabilizzando gli attori politici del fatto che non c’è più spazio per una politica ad uso”strumentale”.
Che cosa deve fare la politica oggi?
Intanto deve essere chiara sul progetto, sulle alleanze(prima e dopo), farsi forza unificante del rapporto periferie-centro, per costruire un nuovo habitat politico, con il quale confrontarsi sui temi di fondo quali la riqualificazione urbana, i servizi essenziali, il rilancio delle sturt- up.
Solo se la Politica e le forze politiche legittimate elettoralmente, riusciranno a ricostruire un orizzonte comune di futuro e di speranza, sarà  possibile un rilancio culturale, sociale, economico e , perché no, spirituale della Città.
P.S. Consiglio a tutti gli impenitenti , di leggere durante le ferie estive,”il mito della caverna “ di Platone
Alfonso Montana

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