Il mio caso giudiziario relativo alle denunce calunniose di Girgenti Acque nei miei confronti, quando già nel 2008 denunciavo a mia volta, quasi del tutto inascoltato, ciò che stiamo scoprendo oggi.

Dopo oltre 5 anni di processi e di gogne mediatiche a pagamento, a marzo del 2016  succede quanto segue…

L’avvocato Ignazio Valenza, ha sostenuto che, in verità, è stato l’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, a tentare di corrompere Petrotto, tra il 2008 ed il 2010. Totò Petrotto commenta : “Giustizia è stata fatta. Io sono l’unico politico agrigentino che ha respinto le proposte corruttive di Girgenti Acque e che l’ ha anche denunciata, non solo per i suoi tentativi di corruzione nei miei confronti, ma anche per una miriade di altri reati commessi dai suoi azionisti ed amministratori, privati e pubblici. E sono denunce che ho regolarmente inoltrato alle Procure della Repubblica di Agrigento, di Palermo e Caltanissetta, all’ Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, l’Antitrust, il Csm, e rivolgendomi persino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Adesso, grazie anche all’assistenza legale dell’avvocato del foro di Agrigento, Ignazio Valenza, che mi ha difeso per 6 anni, in 4 gradi di giudizio, abbiamo definitivamente respinto tutte quante le calunnie sollevate nei miei confronti. Per difendere gli interessi della collettività, mi sono imbarcato in un’odissea giudiziaria contro una società di gestione dei servizi idrici agrigentini che ha solo saputo tartassare i cittadini di un’intera provincia, con delle bollette i cui importi sono almeno il quadruplo della media nazionale, commettendo una serie interminabile di reati per truffa, frode, disastro ambientale e mafia, per i quali è adesso sotto inchiesta da parte di almeno tre Procure e tre Tribunali siciliani. Questa mia assoluzione dimostra la bontà delle mie arrembanti battaglie giudiziarie. L’unico rammarico è che se nel 2010 si fosse dato ragione al magistrato del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, che si occupò delle indagini scaturite dalla denuncia calunniosa dell’allora amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, avremmo potuto evitare i devastanti disastri ambientali ed economici degli ultimi anni. Infatti, era stato proprio il giudice Davico, allora inascoltato, a suggerire alla Procura della Repubblica di Agrigento di indagare non su di me, ma piuttosto su Girgenti Acque, che sarebbe stata spazzata via sin da allora. Meglio tardi che mai ! ”.

Sempre Salvatore Petrotto prosegue : “Giuffrida mi ha teso una trappola per incastrarmi, pensando così di sbarazzarsi di uno come me che aveva instaurato con Girgenti Acque un contenzioso, per difendere gli interessi del Consorzio pubblico Tre Sorgenti di Canicattì, di cui è parte anche Racalmuto. Tale contenzioso ha infatti comportato, per Girgenti Acque, una condanna da parte del Tribunale Civile di Agrigento, al pagamento di oltre 9 milioni di euro. E sono somme dovute al Tre Sorgenti per l’erogazione di una quota dell’acqua che la società, allora amministrata da Giuffrida, distribuiva e continua a distribuire nell’agrigentino. La scomposta reazione di Giuffrida è stata quella di denunciarmi alla Questura di Agrigento”.

 

 

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