Gioacchino GENCHI: io con queste verità palliative semplicemente per fare contenta la gente non sono d’accordo.

I veri pupari sono rimasti dietro le quinte.

Non ci si può accontentare delle verità di facciata, della verità ad pupum vestendi con cui si condanna il mero esecutore, ammesso che lo sia.

La vera attività criminale Brusca (*) l’ha fatta quando ha iniziato a collaborare e ha fatto capire, ha dato la sensazione che stesse parlando, che stesse spiegando tutto senza spiegare nulla. Questo è l’aspetto secondo me per cui Brusca non doveva uscire dal carcere, perchè Brusca fa parte di un prodotto truffa, di un soggetto che è stato creato per ammannire una verità che non è la verità reale su chi ha deciso la strage, sul perchè quella strage è stata fatta e sul perchè hanno rubato, clonato l’impronta papillare di Cosa Nostra facendogli fumare quattro sigarette per poi mandare l’FBI per recuperare le cicche, trovare subito il DNA perchè bisognava dare il marchio d’origine, la denominazione di origine controllata. Serviva il ‘marchio a fuoco’ nella strage di Capaci perchè fosse una strage di mafia.

La mafia queste cose non le aveva mai fatte. Non aveva alcun interessa a fare quella strage.

Quella strage, come quella di Via D’Amelio, rispondeva ad obiettivi che erano completamente diversi da quelli che si è voluto far credere.

Io in questo non so quanto abbia giocato l’insipienza di coloro che hanno diretto le indagini, quanto la malafede.

Sicuramente i registi che hanno operato dietro nell’organizzare la pupiata hanno saputo gestire bene i propri personaggi.

Non solo i personaggi che hanno recitato la scena con il ruolo di attore protagonista da mafioso ma anche quelli che hanno recitato il ruolo di inquirenti o pseudo tali.

Quindi avverto un senso di estremo disagio, anche di schifo quando sento parlare di queste cose, anche determinate trasmissioni televisive, sentire delle commemorazioni, dei soliti luoghi comuni, sfilate, marce ecc …

Ritengo veramente che la cosa più grave sia questa permanente truffa ai danni dell’intelligenza del popolo italiano.

(*) Ho parecchi dubbi sul fatto che Brusca abbia premuto il telecomando…poteva premere tante cose e probabilmente le ha pure premute comprese le gole, la carotide… ma telecomandi non era la sua specializzazione nel suo curriculum criminale…

Carmine Mancuso: Brusca confessa ca 150 omicidi commessi, viene accreditato come grande pentito ma non dice il nome di un solo mandante. Ciò vuol dire che lo Stato si accolla Brusca come collaboratore di giustizia, non è un pentito, ma il fatto è che Brusca ben si guarda dal dire cosa faceva a Roma quando si incontrò con personaggi di alto livello politico, dicendo che efferivamente aveva mentito e che Brusca non ha mai pronunciato il nome di un personaggio politico o massone o di un Mister X con il quale insieme ad altri ha organizzato queste stragi.

Stralcio dalla conversazione al link:

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