40 anni fa precipita in mare al largo dell’isola di Ustica un aereo modello Dc9 della società Itavia, il volo di linea IH870, partito da Bologna Borgo Panigale e diretto a Palermo Punta Raisi. Nell’incidente muoiono tutti gli 81 passeggeri. Quei morti non vengono commemorati da nessuno. Neanche da quelli che lo fanno di professione e che approfittano di ogni ricorrenza di atti criminosi per fare passerella e parlare di legalità. Questi mestieranti delle commemorazioni oggi non parlano. Sanno che i loro amici potenti di Stato hanno la coscienza sporca. Dovrebbero anche ricordare i 15 testimoni della strana vicenda Itavia tutti morti in circostanze misteriose

In quell’areo c’erano molti siciliani. Anche una famiglia di castelvetranesi. In quella strage morirono, Francesca Lupo, Giovanna Lupo e 3 bambini. . Nell’evento persero la vita tutti gli 81 occupanti dell’aereo.
La sera del 27 giugno 1980, un aereo civile della compagnia Itavia, decollato da Bologna con a bordo 81 persone, sparisce improvvisamente dagli schermi di rilevamento radar del traffico aereo di Roma Ciampino, da dove gli operatori di volo ne stanno seguendo il regolare tragitto verso Palermo. Le ricerche dell’aereo proseguono tutta la notte fino alle prime luci del mattino del 28 giugno, quando al largo dell’isola di Ustica vengono individuati i resti del velivolo. Le operazioni di soccorso portano al recupero di alcuni rottami dell’aereo e dei corpi di 39 vittime.

Fin dai primi momenti, regna incertezza sulle cause di quanto accaduto. I giornali dei giorni successivi parlano di «disastro» dalle cause misteriose. La Difesa italiana e la Nato escludono la possibilità che il Dc-9 Itavia sia rimasto coinvolto in operazioni militari aeree, dal momento che nessun velivolo appartenente alle suddette armate – viene fatto sapere – si trovava in volo al momento del disastro.. Una serie di bugie e tesi assurde vennero fatte circolare anche da alcuni Pm che diedero ragione alle tesi dei generali. Non fu così. Per decenni la magistratura di potere cercò di limitare il lavoro del Giudice Priore che cercava la verità. Bisognerà aspettare il 2020 per aver certezza che l’areo cadde per colpa di soggetto militare. Lo Stato, quindi noi tutti sta pagando oltre 300 milioni di Euro agli eredi della famiglia proprietaria di Itavia. Una sentenza che riconosce solo il danno ma non dice nulla sui colpevoli

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