Marcello Protto (Popolo della Famiglia):«Gli utili dei proprietari di slot machine e di sale scommesse sono “pane sporco»

«Questi giochi non divertono, creano spesso dipendenza e immiseriscono le persone fragili, arrecando un danno a tutta la famiglia e alla società. Lo stesso art. 41 della Costituzione subordina la libertà di impresa all’utilità sociale.»

E’ netto il giudizio del consigliere del Comune di Roure Marcello Protto, che a nome del gruppo “Il Popolo della Famiglia”, movimento politico nazionale, ha presentato lunedì 28/7/2021 una mozione, che sarà discussa nella prossima riunione del Consiglio di luglio.

Lo scopo della mozione, che probabilmente il Consiglio voterà all’unanimità e che trasmetterà a Torino, è quello di influenzare  in Regione il dibattito, che vede il tentativo della Lega Nord e di Forza Italia di ridurre il distanziamento di 500 m. che la Legge Regionale N. 9 del 2016, aveva posto alle slot machine dai luoghi sensibili come scuole, ospedali, chiese e oratori, etc., proibendo al contempo la pubblicità e l’accesso ai minori. Allora la Legge era stata votata in Regione all’unanimità, anche dalla Lega e F.I. , che adesso con posizioni diverse, vogliono riformarla in senso permissivo.

Ferma l’opposizione dell’Ordine dei Medici e degli Psicologi, delle Associazioni e dei movimenti ecclesiali (Focolarini, Libera, Az.C., Gruppo Abele, Caritas), che hanno manifestato in piazza Castello  il 14 aprile 2021.

Per Paolo Jarre, direttore del dipartimento di patologia delle dipendenze dell’Asl Torino 3 (Collegno-Pinerolo). «i piemontesi in 4 anni di applicazione della legge hanno risparmiato oltre 2 miliardi di euro rispetto a quanto avrebbero speso se avessero giocato come gli altri italiani…. ed ora in Piemonte c’è un esercizio commerciale con slot videolottery ogni 3.000 abitanti contro 1 ogni 900 nel resto d’Italia. 

L’IRES Piemonte ha evidenziato che nel 2018, rispetto ai dati del 2016, mentre il gioco fisico è cresciuto a livello nazionale (+1,6%) in Piemonte assistiamo a una diminuzione del gioco fisico (-9,7%, pari a 497 milioni di euro).

 Non corrispondente al vero l’affermazione dei leghisti che sono a rischio 5.000 posti di lavoro con la chiusura dei centri scommesse: l’IRES in audizione in Regione afferma che essi sono 1.500.

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