Ad Agrigento sono in corso i soliti giochi di potere. Da una parte sta dando battaglia il deputato regionale forzista, Riccardo Gallo 🐓, che sponsorizza due suoi uomini, Carmelo Cantone e Silvio Cuffaro, da posizionare uno dentro la Giunta Comunale ed un altro dentro l’assessorato regionale, retto da Marco Zambuto. L’altro, ed è il caso di dirlo, ‘gallo’ nel pollaio politico agrigentino, pronto a rispondere colpo su colpo, è il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’autonomista Roberto Di Mauro. È la solita partita a scacchi, in cui ci sono delle pedine da sacrificare e dei pedoni da promuovere. A farne le spese, momentaneamente, è l’assessore indicato da Forza Italia, ad ottobre dello scorso anno, subito dopo la vittoria del sindaco Miccichè. Ci riferiamo ad Antonino Scinta Costanza. Sarà stato l’insolito caldo torrido di questo mese di giugno, sta di fatto che la crisi amministrativa, provocata dal deputato Gallo Afflitto, sta avendo il suo epilogo proprio in queste ore. Al posto dello stimatissimo e competente assessore comunale Costanza Scinta, costretto a dimettersi, nelle prossime ore ci andrà una vecchia conoscenza della politica agrigentina, Carmelo Cantone. Di lui l’ultima esperienza politica che si ricordi, davvero fallimentare, è quella di commissario delle Terme di Sciacca. È stato infatti proprio il Cantone Carmelo, da non confondere con il fratello Settimio, anche lui fortemente impegnato, da sempre, ad occuparsi delle trame politiche agrigentine, a decretare la definitiva ed ingloriosa chiusura degli storici stabilimenti termali saccensi, di proprietà della Regione Siciliana. Non è certamente una bella cosa essere ricordati per avere fatto fallire una delle più importanti e prestigiose strutture turistiche siciliane. Ci resta poco da meravigliarci inoltre, quando volgiamo lo sguardo verso lo sponsor politico di Cantone. È sempre lui, e non si smentisce mai! È quel Riccardo Gallo che faceva pastette a casa del giornalista Franco Castaldo, con il dominus di Girgenti Acque, Marco Campione, momentaneamente recluso in contrada Petrusa, chiedendo ed ottenendo posti di lavoro fantasma a go go, per soddisfare l’atavica fame dei suoi ‘clientes’, dei suoi grandi elettori. Per lenire la sete degli agrigentini, per depurare i liquami fognari, del resto, c’è tempo! L’importante è pagare le bollette dell’acqua, i cui importi sono il triplo della media nazionale, ed inquinare tutto quanto, istituzioni comprese. Ma il nostro Gallo 🐓 va oltre…

Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali, fratello di Totò, l’ex presidente della Regione, alcuni mesi fa si era avvicinato all’immarcescibile Roberto Di Mauro, il vero ed autentico vincitore alle ultime elezioni comunali di Agrigento. Silvio Cuffaro vorrebbe diventare il primo presidente eletto, attraverso le cosiddette elezioni di secondo livello (i cui elettori sono i consiglieri comunali dei 43 Comuni agrigentini), del Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento. Ci riferiamo alla Presidenza dell’ex Provincia Regionale di Agrigento. Come detto prima si era rivolto a Di Mauro. Poi si è sentito un po’ trascurato ed è svicolato verso Riccardo Gallo, aderendo peraltro a Forza Italia, proprio mentre suo fratello Totò stava lavorando alla nostalgica ricostruzione in Sicilia, della vecchia Democrazia Cristiana. Roba da Amarcord familiare! E visto che Di Mauro a Silvio gli ha dato coffa, per dargli modo di prepararsi, di scaldarsi, Gallo Afflitto, a partire da domattina, lo accompagnerà per mano da Marco Zambuto, piazzandoglielo dentro l’assessorato, come capo di gabinetto. In attesa che finalmente ritorni la democrazia nelle vecchie Province, dopo anni ed anni di commissariamenti che hanno enormemente contributo a lasciare, nel più completo e totale abbandono, i nostri territori. Un vero e proprio disastro provocato da un’insensata furia riformista che avrebbe dovuto portare all’abolizione delle Province, ma che invece ha portato all’abolizione dei diritti e dei servizi per i cittadini. Si è trattato, come è noto, di una furia riformista e giustizialista di marca Crocettiana e Grillina. Per capire cosa hanno combinato, a forza di sparare, a parole, contro la vecchia politica, basta farsi un giro, per chi ci riesce, lungo quelle che una volta erano delle strade provinciali e che oggi sono invece solo un cumulo di macerie e di burroni. Adesso grazie a Riccardo Gallo, parafrasando un vecchio ritornello di Forza Italia, osiamo cantare, ‘meno male che Silvio c’è’. Nel nostro caso ci riferiamo, ovviamente, a Silvio Cuffaro e non a Silvio Berlusconi. La speranza è che Gallo Afflitto non ce la faccia finire come è avvenuto con Girgenti Acque. Sia lui che Campione, Angelino & Company, in quel caso non solo ci hanno spogliati vivi, ma ci hanno lasciato senz’acqua ed in mezzo alla merda.

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