Innanzi al Tribunale di Caltanissetta si è svolta un’altra udienza del processo ordinario, a carico di 17 imputati, nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Montante”. In particolare, è proseguito il controesame dell’ex presidente dell’Irsap Sicilia, Alfonso Cicero, parte civile e offesa, nonché testimone ‘chiave’ dell’inchiesta. A condurre il controesame è stato l’avvocato Stefano Catuara, difensore della parte civile, Salvatore Petrotto. Tra i temi su cui Cicero ha riferito vi sono state le iniziative di denuncia dello stesso Cicero al Consorzio Asi di Agrigento, dove Catuara è stato presidente fino al 2012. Cicero ha affermato che, a seguito delle sue denunce, presentate nel 2012 nel ruolo di Commissario straordinario, l’avvocato Catuara e Antonino Casesa, già direttore generale dell’Asi di Agrigento, sono stati condannati nel 2016, in via definitiva, dalla Corte dei Conti, nell’ambito di due diversi procedimenti. Inoltre Cicero ha riferito che un’altra condanna, divenuta irrevocabile, è stata emessa nel 2014, a seguito delle sue denunce, a carico del dirigente dell’Asi di Agrigento, Rosario Gibilaro, per avere pagato, in diverse circostanze, e con somme dell’ente, i contributi che l’allora presidente Catuara doveva corrispondere alla cassa nazionale forense per la sua attività di avvocato. Cicero si è anche soffermato su ciò che ha riferito nel 2014 alla Commissione nazionale antimafia a proposito dell’operazione antimafia “Colpo di grazia”, che permise agli inquirenti di arrestare esponenti di spicco della cosca mafiosa nissena, tra i quali Dario Di Francesco, ex dipendente del Consorzio Asi nisseno, già reggente di Serradifalco, oggi collaboratore di giustizia. L’udienza è stata rinviata al prossimo 15 settembre per l’inizio del controesame di Cicero da parte delle difese degli imputati. Cicero è assistito dall’avvocato Annalisa Petitto.

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