Incidenza dei positivi in Sicilia allo 0,7%. L’assessore alla Salute, Ruggero Razza: “Sistema ormai collaudato. Non ripeteremo gli errori dell’estate scorsa”.

Sono 58 i nuovi positivi al covid in Sicilia su 7.803 tamponi processati, con una incidenza dello 0,7%. La regione è al terzo posto in Italia per numero di contagi giornalieri. Nessun morto, per un totale di vittime che si conferma a 5.981. Il numero degli attuali positivi è di 3.578, con un aumento di 15 casi rispetto al precedente report. I guariti sono 43. Negli ospedali i ricoverati sono 157, 1 in meno, e quelli nelle terapie intensive sono 17, 2 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi positivi tra le province: Caltanissetta 22, Catania 13, Ragusa 11, Trapani 4, Messina 3, Palermo 3, Siracusa 2, 0 Agrigento, 0 Enna. Nel frattempo l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è intervenuto sul rischio, nonostante l’esperienza maturata l’anno scorso, che ad un’estate serena segua un autunno ‘caldo” in termini di contagio. Ed ha affermato: “Anche l’anno scorso avevamo fatto tutto il possibile, ma adesso la situazione è molto cambiata. Tutto il sistema, a partire dal livello nazionale, è più pronto e rodato in termini di prevenzione e risposta. E’ vero, c’è la variante Delta che preoccupa, ma in Sicilia la sua incidenza è inferiore rispetto al resto d’Italia, anche se mi aspetto un incremento legato all’aumento di presenze nell’Isola in questi mesi”. E poi, in riferimento all’andamento della campagna vaccinale, l’assessore Razza ha aggiunto: “La Sicilia ha raggiunto quota quattro milioni di dosi complessive inoculate ed è al quinto posto in Italia, ed ha ormai superato le resistenze dei più anziani. Anche grazie ai progetti di vaccinazioni domiciliari, con un maggior spirito di collaborazione dei medici di famiglia e una maggiore disponibilità di vaccini, il ritardo è stato colmato, anche se ci sono circa 300mila over 60 ancora da raggiungere e spero che riusciremo a farlo anche con il via alle dosi di Johnson&Johnson nelle farmacie a partire dal 15 luglio e con l’ulteriore spinta della campagna di vaccinazione di prossimità. La percentuale di chi finora ha risposto ‘assente’ alla chiamata per il vaccino è nella fascia under 60: sono sopratutto le categorie produttive e i giovani che mancano all’appello. All’inizio, fra open day e altre iniziative mirate, queste fasce d’età sembravano mostrare più motivazioni e quindi più adesioni degli altri. Ora probabilmente in questa generazione c’è un senso diffuso di maggiore sicurezza, magari legato ai dati confortanti sui contagi, ma soprattutto ci sono migliaia di persone che hanno ripreso a lavorare in pianta stabile, con una certa percentuale di chi non considera più il vaccino come una priorità”.

 

fonte teleacras

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