A Lampedusa, a quasi 8 miglia dalla costa, nel tratto di mare teatro del naufragio di migranti lo scorso 30 giugno, il robot sottomarino della nave “Dattilo” della Guardia costiera, a lavoro da martedì scorso, ha localizzato l’imbarcazione colata a picco, a 90 metri di profondità. Dei nove dispersi, otto cadaveri sono stati trovati sul fondale, e uno nella barca. I superstiti sono stati 46, e 7 i morti, recuperati subito, tutte donne, una delle quali incinta di due mesi. Il ripescaggio del relitto è un’operazione molto costosa, e, in tal caso, occorre che la Procura di Agrigento, titolare delle indagini, sia autorizzata dal governo.

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