Lucianella Presta, PdF Piemonte: «In Piemonte, nel livello più alto dell’istruzione pubblica, si legittima la negazione della verità»

 

Anche in Piemonte, come in Basilicata, Abruzzo, Toscana, arriva al traguardo un processo di riconoscimento e legittimazione degli studenti universitari transgender avviato ormai da anni. 

Risale infatti al 2010 la legge n. 183/2010 che ha istituito il CUG, Comitato Unico di Garanzia, ad integrazione del Comitato Pari Opportunità.

In questi giorni, anticipando il dibattito parlamentare fissato per il 13 luglio p.v., e in linea con il possibile esito, il CUG dell’Università del Piemonte Orientale ha emanato un regolamento a tutela degli studenti con disforia di genere, che vivono un percorso di transizione.

Ha avviato per loro una “carriera alias”, che, stando al latino, dovrebbe significare: “in altra direzione, ora in un modo ora in un altro”. 

Essi potranno avvalersi di un nome diverso da quello anagrafico e potranno apporlo sui documenti burocratici. Potranno, in sostanza, autonomamente e legittimamente decidere di essere chi pare loro a prescindere dalla verità biologica. E questo perché «siano tutelati rispetto a situazioni in cui possa emergere pubblicamente una discrepanza tra aspetto esteriore e nome anagrafico, quale fonte di potenziale disagio e discriminazioni».

 

Lucianella Presta, Coordinatrice regionale del Popolo della Famiglia, deplora un atto che, preparato nel tempo, ancora una volta mistifica la verità. 

«I nostri giovani, quelli che si preparano attraverso il percorso universitario a studiare le verità scientifiche, filosofiche, letterarie ed artistiche, dovranno accettare di adeguarsi ad una palese menzogna. La percezione dovrà essere legittimata. Chi dovesse rifiutarla di fronte all’evidenza naturale, se il DDL Zan passerà, sarà percepito come omotransfobico, potenziale istigatore all’odio. Come tale potrà essere denunciato e condannato. Chi potrà più esprimere un proprio parere? Chi potrà più mettere in discussione una “verità” imposta dal pensiero unico, tanto più se universitario?»

«È palese- prosegue- il tentativo di un assist accademico alla discussione in Senato. Il tema è ormai di grande attualità, il pensiero dominante non dà tregua nel tentare pressioni di ogni sorta. Noi siamo certi che la verità della natura vincerà al di là di ogni legge. Certo i “dissidenti” correranno i rischi che ogni regime dittatoriale ha previsto ed imposto. Noi del PdF siamo pronti. Non cederemo di un passo…»

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