Il Garante della privacy interviene a gamba tesa sull’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci, sul censimento dei dipendenti degli enti pubblici “no-vax”, cioè che rifiutano di sottoporsi al vaccino anti-Covid.

Il Garante, Pasquale Stanzione, ha aperto infatti un’istruttoria con la quale di fatto stoppa (almeno temporaneamente) l’ordinanza di Musumeci. Il governatore aveva avviato nei giorni scorsi il censimento del personale degli enti pubblici per individuare quanti e chi ancora non si erano sottoposti alla vaccinazione anti-Covid, in modo da invitarli a provvedere.

In pratica, non si può chiedere ai lavoratori se hanno fatto il vaccino contro il Covid. Quindi adesso – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – la Regione ha sette giorni di tempo per rispondere alla richiesta di informazioni da parte dell’autorità per la protezione dei dati personali.

“L’ordinanza di un presidente regionale o provinciale – attacca l’Authority – non rappresenta valida base giuridica per introdurre limitazioni a diritti e libertà individuali che implichino il trattamento di dati personali, che ricade nelle materie assoggettate a riserva di legge statale”.

’ordinanza obbligava gli enti pubblici, e molte aziende, a compilare una sorta di anagrafe dei vaccinati, indicando i nomi dei dipendenti ancora da immunizzare.

“Le aziende sanitarie provinciali eseguiranno una ricognizione completa e aggiornata di tutti i dipendenti pubblici, del personale preposto ai servizi di pubblica utilità e ai servizi essenziali, degli autotrasportatori, del personale delle imprese della filiera agroalimentare e sanitaria, degli equipaggi dei mezzi di trasporto per censire chi non è ancora stato sottoposto a vaccinazione e invitarlo formalmente a provvedere. In caso di indisponibilità o di rifiuto, il datore di lavoro dovrà, nei modi e termini previsti dai contratti collettivi, riassegnare il dipendente ad altro ruolo, che non implichi il contatto diretto con l’utenza”.

Una vera e propria campagna “a tappeto”, un piano articolato per imporre una forte accelerata alla campagna di immunizzazione, anche alla luce della diffusione della variante “Delta”, e raggiungere al più presto la quota dell’80% di vaccinati stabilita a livello nazionale.

Razza, “Chiariremo tutto”

La Regione adesso ha quindi sette giorni per rispondere alle obiezioni del Garante. Secondo l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, si tratta “di un approfondimento legittimo ma le preoccupazioni del Garante saranno chiarite con una circolare esplicativa”.

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