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Sosteniamo Don Palmiro Prisutto e chiediamo che venga immediatamente interrotto il procedimento canonico a suo carico.

Don Palmiro è da più di 40 anni un punto di riferimento per la città di Augusta; considerato un “sacerdote di frontiera” che ha sempre svolto il suo ministero al servizio dei più deboli, denunciando lo scempio ambientale compiuto nella nostra zona, (impegno per la quale è stato insignito col prestigioso premio Nenni, e per la quale ha ricevuto una lettera di stima da Papa Francesco) nota per l’alta percentuale di malati oncologici che in lui hanno sempre visto una speranza. Da sempre, lotta perché attraverso il rispetto dell’ambiente questo trend negativo possa invertirsi. La sua lotta da forza e speranza a chi, quotidianamente, lotta contro il cancro.
Impegnato in prima linea, in seguito al terremoto del 13 dicembre ‘90, perché non cadesse mai l’attenzione sul nostro territorio, perché la gente riavesse le proprie abitazioni in un tempo ragionevole, consentì di poter ricostruire la chiesetta del borgo marinaro di Brucoli di cui era divenuto parroco.
Dopo 21 anni da parroco della Chiesa di San Nicola in Brucoli, nel 2013, don Palmiro veniva designato Arciprete della Chiesa Madre di Augusta, per ricostruire l’immagine di una Chiesa devastata da uno scandalo.

Oggi, dopo anni di pressioni, la Curia Arcivescovile di Siracusa, vuole rimuovere Don Palmiro Prisutto attraverso un procedimento canonico, che ha del surreale e dell’umiliante nei confronti dell’uomo, del sacerdote e di tutta una comunità intera.

Firma anche tu perché non venga commessa una grande ingiustizia nei confronti di chi da sempre ha dedicato la sia vita al servizio degli altri, non è una questione geografica, ma semplicemente di giustizia.

Chiediamo l’intervento del Santo Padre Francesco perché venga fatta chiarezza su questa situazione, perché ascolti il grido della nostra comunità , perché ascolti il nostro Arciprete e perché non venga compiuta l’ennesima ingiustizia.

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