Molte famiglie sono state evacuate dalle loro case, minacciate da una striscia di incendi che ha interessato l’intero territorio siracusano. Come fanno sapere dal comando provinciale dei vigili del fuoco, l’emergenza incendi non è finita, le squadre dei pompieri “non torneranno a casa alle 20:00 ma alle 8:00 del 31 luglio”.

I roghi, di probabile matrice dolosa, hanno interessato i monti Climiti, Noto, Francofonte, Buccheri, Augusta, Agnone bagni. “Dalla montagna al mare, anche vicino alle strade e alle case. Incessante ed estenuante il lavoro dei vigili del fuoco che hanno montato in servizio alle 8:00 del mattino” spiegano i pompieri.

Nel Palermitano, a Piana degli Albanesi, sono circa 800 gli ettari di bosco devastati. Canadair in azione e vigili del fuoco sono stati impiegati a terra e con mezzi aerei. Le squadre antincendio hanno fatto evacuare, per precauzione, alcune famiglie che abitano in prossimità di Monte Pizzuta e di contrada Casalotto. Il sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta ha parlato di azione criminale.

Brucia anche Catania. Dal centro alle periferie sono numerosi gli incendi segnalati dai residenti. Al momento sono più di 70 le richieste di interventi per incendi di vegetazione e sterpaglie. Più di 30 in città, dove la situazione più delicata è in contrada Fossa della Creta e in via Palermo.

La Protezione Civile regionale un’allerta “rossa” di livello 3 (massimo). In tutta la Sicilia, il Dipartimento regionale ha diramato il nuovo bollettino con lo stato di “preallerta” e di “attenzione” per il rischio incendi e ondate di calore, fino al 6 agosto.

Lo sfogo

“La Sicilia è nelle mani dei criminali del fuoco che, da emergenza gravissima, in questi giorni incandescenti hanno fatto precipitare la situazione a livello di catastrofe ambientale conclamata”. E in tutto questo il numero di emergenza 1515 è in tilt. È furibondo Ennio Bonfanti, presidente del Wwf Sicilia centrale

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