Vigilia di scadenza della presentazione di candidature e liste per le prossime amministrative in Sicilia. Ed è tutt’altro che limpido e lineare il quadro politico dal momento che ancora ci sono molti nodi da sciogliere. Dalla posizione della Lega, che pare essere intenzionata ad andare in ordine sparso, a quella dell’asse Pd-Movimento 5 Stelle che è tutt’altro che saldo. Dal centrodestra al centrosinistra gli schemi sembrano essere definitivamente saltati: insomma, non pare esserci più quel rigido riferimento politico a cui fare riferimento e l’impressione è che le segreterie provinciali non abbiano la credibilità di un tempo.

Intanto c’è un primo sostanzioso passo che muta gli equilibri all’interno del centrodestra. Ed è quello del ritorno nella sua “casa madre” di Totò Cuffaro, l’ex governatore siciliano che ha scontato 7 anni per favoreggiamento alla mafia. La sua nuova Democrazia Cristiana entro all’interno del centrodestra, il primo passo è avvenuto nel catanese. A tessere le fila di questo matrimonio l’assessore regionale di Forza Italia Marco Falcone. Il più importante test sarà senza dubbio a Caltagirone.

Intanto c’è un primo sostanzioso passo che muta gli equilibri all’interno del centrodestra. Ed è quello del ritorno nella sua “casa madre” di Totò Cuffaro, l’ex governatore siciliano che ha scontato 7 anni per favoreggiamento alla mafia. La sua nuova Democrazia Cristiana entro all’interno del centrodestra, il primo passo è avvenuto nel catanese. A tessere le fila di questo matrimonio l’assessore regionale di Forza Italia Marco Falcone. Il più importante test sarà senza dubbio a Caltagirone.

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