La famiglia mafiosa di Sciacca, capeggiata dal boss detenuto Salvatore Di Gangi, sarebbe rientrata, in parte, nel possesso del lussuoso complesso turistico “Torre Macauda” a Sciacca. E ciò tramite la complicità di imprenditori e bancari. La Procura antimafia di Palermo ha disposto delle perquisizioni e ha notificato otto avvisi di garanzia. Le indagini sono delegate alla Guardia di Finanza di Palermo, e sono coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Guido, e dai pubblici ministeri Piero Padova, e Francesca Dessì. I reati ipotizzati sono di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e falso. Il boss Di Gangi, fedelissimo del capomafia Toto Riina, sarebbe rientrato nel possesso di “Torre Macauda” attraverso una società da lui controllata a cui una banca, creditrice dell’albergo con procedura esecutiva, ha venduto alla stessa società alcuni lotti. E la società riconducibile a Gangi, complice la banca e con il denaro degli imprenditori indagati, avrebbe pagato solo parte degli 8 milioni corrispondenti al valore di acquisto dei lotti stessi.

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