Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, a conclusione del giudizio abbreviato, si è pronunciato sul caso di due donne, di 36 e 21 anni, imputate del reato di procurato allarme. Le due sono state già condannate con decreto penale di condanna, ovvero senza dibattimento. Ebbene, la donna di 21 anni, di Agrigento, ha pagato la multa inflitta col decreto penale di condanna, e ha estinto il reato. L’altra di 36 anni, C D S sono le iniziali del nome, di Favara, ha invece impugnato il decreto e ha scelto di essere giudicata in abbreviato. E il giudice Zammuto l’ha assolta con la formula “perché il fatto non sussiste”. Le due donne sono state immortalate in un video diffuso sui social, in cui hanno raccontato, innanzi ad un locale della movida di Agrigento, del loro rientro dalla cosiddetta “zona rossa” nel nord Italia a pochi giorni dal primo lockdown nazionale del marzo 2020. Il difensore della favarese di 36 anni, l’avvocato Raimondo Tripodo, ha sostenuto che il messaggio del video non è stato rivolto ad alcuna autorità ma è stato solo pubblicato sui social. E che la 36enne non ha neppure diffuso il video essendosi limitata a comparire nel filmato dell’amica.

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