NOTA STAMPA

ANCHE IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA LUIGI PUTRONE SOSTIENE CHE: “SODANO FU VOTATO PERCHE’SI MISE A DISPOSIZIONE DI COSA NOSTRA, ME LO RIFERI’ IL BOSS DI AGRIGENTO ARTURO MESSINA”,

E SEMPRE PUTRONE HA AFFERMATO: “DI ARNONE SI PARLAVA SEMPRE DENTRO COSA NOSTRA PERCHE’ ERA CONTRO LA MAFIA”

Si è conclusa pochi minuti addietro, alle 14.00, l’udienza avanti alla Terza Sezione della Corte d’Appello di Palermo, del Procedimento Penale per mafia a carico dell’ex Sindaco ed ex Senatore Calogero Sodano, imputato per concorso esterno in mafia (110, 416 bis CP).

L’udienza è stata interamente dedicata all’escussione del Collaboratore di Giustizia Luigi Putrone.

Putrone in più momenti ha testualmente dichiarato: “Arturo Messina, che era il capo mafia di Agrigento città, io l’ho conosciuto nel 1990. Messina alle elezioni a Sindaco di Agrigento mi disse di fare votare per Sodano che aveva già parlato con lui ed era a disposizione”.

Tale concetto è stato più volte ripetuto, anche con queste parole “Sodano era una persona a disposizione, e se vi era di bisogno gli si poteva chiedere qualche appalto”. Ed ancora Messina gli disse che “.Sodano per i voti avrebbe ricambiato con qualche appalto, con quello che vi era di bisogno al Comune”.

Nel corso della deposizione ha più volte citato Giuseppe Arnone affermando che : “Di Arnone si parlava sempre dentro Cosa Nostra perché era contro la mafia”.

Gli unici ricordi imprecisi del pentito riguardavano le date delle elezioni. Dopo varie domande del Procuratore Generale Dottor Fici e dell’Avvocato Salvatore Pennica, Putrone ha dichiarato di ricordarsi che certamente parlò con Messina per votare per Sodano per quanto riguardava la tornata delle elezioni del Sindaco del 1997, e non era sicuro, non aveva altrettanto puntuale ricordo se lo stesso fosse avvenuto anche per le prime elezioni, ovvero quelle del 1993. Ricordava anche di essersi recato a chiedere voti per Sodano a suoi parenti che abitavano nella frazione di Villaseta ad Agrigento.

Particolare curioso: l’Avvocato Pennica ha chiesto al pentito Putrone se avesse un fratello che nel loro paese di Porto Empedocle si fosse candidato alle elezioni e militava in qualche partito politico. Putrone ha riferito che suo fratello era un convinto sostenitore del Partito Comunista Italiano ed era stato candidato alle elezioni di Porto Empedocle. Non ha specificato né gli anni della candidatura né l’esito della medesima, e soprattutto l’Avvocato Pennica si è guardato bene dal chiedergli se tali candidature fossero antecedenti o successive all’impegno del pentito dentro Cosa Nostra, ove prima dell’arresto, era divenuto capo famiglia di Porto Empedocle.

La Corte ha rinviato il processo all’udienza del 13 gennaio 2022 ove si dovrà decidere se sentire la testimonianza della Parte Civile costituita Giuseppe Arnone, richiesta dal difensore di Arnone Avvocatessa Daniela Principato. In quell’udienza le parti potranno formulare altre richieste istruttorie.

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