A Palermo, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Appello presieduta dal giudice Antonio Napoli, si è svolta un’altra udienza del processo di secondo grado a carico dell’ex sindaco di Agrigento e senatore, Calogero Sodano, già assolto in primo grado dall’imputazione di concorso esterno all’associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, l’elezione di Sodano a sindaco di Agrigento nel 1993 sarebbe stata favorita, sulla base di un presunto accordo, dalle famiglie mafiose agrigentine, a scapito di Giuseppe Arnone, parte civile in giudizio. Ha deposto l’ex capomafia di Porto Empedocle, Luigi Putrone, poi collaboratore della Giustizia, che, tra l’altro, ha dichiarato: “Ho conosciuto Arturo Messina come il capomafia di Agrigento città nel 1990. Lo stesso Messina mi ha invitato ad appoggiare il candidato sindaco Calogero Sodano, sicuramente alle elezioni del 1997. Non ricordo se anche prima, nel ’93. Mi disse che Sodano, con il quale aveva parlato, sarebbe stato a nostra disposizione e che ci avrebbe ricambiato con degli appalti e con ciò di cui avremmo eventualmente avuto bisogno al Comune. Io mi rivolsi anche a dei parenti che ho a Villaseta affinchè votassero per Sodano. Tra di noi all’epoca parlavamo spesso di Giuseppe Arnone, come uno che era contro la mafia”. Prossima udienza il 13 gennaio.

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