Le ultime piogge, particolarmente violente e atipiche hanno fatto saltare il vecchio sistema fognario. E ancora una volta si punta il dito sui cittadini morosi

E’ sempre la solita storia. Il conto lo devono pagare sempre i cittadini più deboli economicamente. Anche questa Amministrazione , giustifica tante inefficienze nel sistema fognario, con il problema delle tasse comunali non versate . Un problema , quello delle tasse non pagate , che in Sicilia sta martellando molti comuni . Problemi ?Solito ritornello amplificato dalla stampa di regime allineata . E’ ovvio pure ricordarlo che, le tasse, vanno pagate. Almeno quando arrivano le schede corrette e non viziate da errori d’archivio.

Gìà pure errori da banca dati. Non si sono fatti mancare nulla al comune sciolto per mafia ma ancora senza colpevoli. Anche l’azienda che ha gestito l’acquedotto per decenni, quando ha rotto il rapporto con l’Ente, ha pensato bene di lasciare il comune senza archivio.

Il dramma vissuto dai castelvetranesi la scorsa settimana a causa del maltempo è frutto di un problema vecchio e molto complesso. Un problema che nasce per molte ragioni per l’uso indiscriminato delle leggi urbanistiche e del territorio. E’ opportuno ribadire che la costruzione del sistema fognario storico di Castelvetrano risale a 70 anni fa, quando la città aveva una intensità residenziale e abitativa molto diversa rispetta ad oggi.

Un sistema che non era stato progettato per contenere i reflui di tutte le nuove lottizzazioni generate dagli anni 80 in poi. I padroni di Castelvetrano, politici, burocrati comunali ,ricchi proprietari e speculatori edili ,costruirono una grande alleanza che fece diventare, nel giro di pochi anni ,ettari ed ettari di terreno agricolo castelvetranese , aree edificabili da urbanizzare. In particolare, (stranamente ma non troppo), le zone più ghiotte per questi “simpatici” personaggi erano quelle verso nord e verso Santa Ninfa. L’idea geniale ? Estendere Castelvetrano verso Santa Ninfa e a due passi da una discarica funzionante fino ad una decina d’anni fa. Nel corso degli ultimi anni del secolo passato. sono stati costruiti interi quartieri con terreni venduti a caro prezzo, grazie alle lottizzazioni comunali. Uno scempio ambientale e urbanistico che ha portato miliardi delle vecchie lire nelle tasche di vari personaggi. Un esempio di tale danno è l’allagamento atavico di Piazza Stazione e via Partanna. . Insomma, una fognatura costruita per contenere i reflui dei quartieri storici la fecero diventare linea di sfogo di tutte le acque piovane provenienti da varie lottizzazioni. Lottizzazi0oni che prevedevano vantaggi per il comune che nessuno ha mai controllato. Neanche le procure più sensibili. Niente. Si allarga il paese in lungo e in largo e in modo assurdo e nessuno pensa di fare una indagine. Siamo sempre nel paese dei Messina Denaro.

Un danno enorme per la collettività

I danni provocati negli anni al sistema fognario, da questo perverso gioco speculativo, sono sempre stati sulle spalle dei castelvetranesi. Nella zona stazione sono stati spesi palate di soldi e con le solite ditte amiche del sindaco di turno a fare i lavori. Niente , alle procure non è mai interessato mettere le mani sulle lottizzazioni facili. Anni e anni di speculazioni e tutto tace. Il danno? Meglio farlo pagare ai solti fessi. Nessun poliziotto ha mai cercato negli studi notarili ? Il vecchio comitato ringrazia. Stendiamo un velo pietoso su Selinunte. Anche qui procure assenti. Le fogne selinuntine furono fatte con la “supervisione” di Angelo Siino. Lo dicono i suoi verbali di confessione. Queste fogne compreso il depuratore , non hanno fatto solo puzza di merda. C’era altra puzza. Puzza di merda mafiosa affaristica

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