Davide Faraone –
Poco fa ho incontrato un gentiluomo, un uomo perbene vittima della malagiustizia. Lui è Francesco Lena, fondatore dell’azienda vitivinicola e relais Abbazia Sant’Anastasia di Castelbuono, in provincia di Palermo. Una realtà straordinaria.

Nel 2010 viene massacrato, lo dipingono come organico alla mafia. Viene arrestato e costretto a un anno e mezzo di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari.

Dopo 1.352 giorni di odissea giudiziaria e dopo 515 giorni di ingiusta detenzione, tra carcere e arresti domiciliari, viene riconosciuto INNOCENTE 3 VOLTE: in primo grado, in appello e in Cassazione. Con la formula più ampia, «per non aver commesso il fatto».

Francesco Lena era innocente. È sempre stato innocente. Ma ci sono voluti oltre quattro anni per accertarlo, con tre assoluzioni piene. La sua azienda, la sua creatura è andata distrutta. Un calvario giudiziario, una cosa indegna per un paese civile. Di queste brutte storie ne potrei raccontare a centinaia, ma non serve. Serve fare cose concrete. E io l’ho fatto.

Ho firmato un emendamento della collega Giammanco per la costituzione di un fondo di 120 milioni di euro a favore delle aziende dissequestrate. Aziende belle, floride, che dopo anni ingiustizie, sono diventate macerie, con una montagna di debiti.

L’ingiustizia non è degna di un Paese civile.

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