Strage Licata, in attesa delle autopsie la raccolta delle testimonianze

Sono stati fissati a oggi gli esami autoptici sui 5 corpi della strage familiare di Licata. La Procura di Agrigento ha stabilito l’esame all’obitorio dell’ospedale di San Giovanni di Dio ad Agrigento nella speranza di poter raccogliere ulteriori elementi nella ricostruzione di quel che è accaduto la mattina di mercoledì alla periferia di Licata in una casa di campagna dove Angelo Tardino, 48 anni, ha esploso 16 colpi di pistola prima di uccidersi al culmine di una lite col fratello avvenuta per motivi patrimoniali. A rimanere uccisi il fratello dell’omicida-suicida, la moglie e i due figli.

L’autopsia potrebbe aiutare a chiarire anzitutto come si sono svolti i fatti, in che ordine cronologico e così cristallizzare la tragica scena della strage. Anche se gli inquirenti sono convinti di aver oramai già chiarito una buona fetta di quanto accaduto e del movente soprattutto. Si parla di una eredità contesa tra i due fratelli che continuavano ad avere dei litigi. Liti per la suddivisione della “roba” di famiglia, centinaia e centinaia di ettari di terreno dove vengono coltivati carciofi e primaticci in serra come zucchine e pomodori, andavano avanti da tempo, forse da anni. Un tarlo che si è insinuato nella mente di Angelo Tardino, arrivato a compere la strage.

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