Il Cartello sociale di Agrigento, ovvero l’Ufficio pastorale e del lavoro della Diocesi, Cigl, Cisl e Uil, ha incontrato i vertici dell’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini, e dell’Ati, l’Assemblea territoriale idrica di Agrigento, rappresentati da Gerardino Castaldi e Mimmo Gueli. Castaldi, a precise domande, ha risposto: “Il contratto di affitto del ramo aziendale non va demonizzato perché il costo di 15mila euro all’anno per tutto quanto è attualmente utilizzato è un prezzo accettabile. La situazione economica si presenta grave, come del resto in tutta l’Italia, perché il rincaro dell’energia elettrica è raddoppiato passando da 6 milioni a 12 milioni, e certamente per una società appena nata con il deficit ereditato non è la condizione migliore per rilanciare l’azienda. Purtroppo, mentre a Catania il costo dell’acqua è meno di 30 centesimi, ad Agrigento si pagano 69 centesimi. Adesso comunque si risparmierà ancora molto sia per l’acquisizione delle reti del Tre Sorgenti che per il nuovo ingresso nel sistema Idrico integrato di 8 Comuni. Inoltre sono stati finanziati progetti da assegnare per opere alla rete idrica di Agrigento, a quella fognaria di Ribera, e tanti altri. E’ in corso la lotta all’evasione e lo studio di un intervento a favore dei più bisognosi con Isee inferiore a 8.700 euro di reddito all’anno, attraverso una fattura con equa proporzionalità cioè in rapporto al nucleo familiare. Incoraggiamo i prestatori d’opera e i fornitori ad avere fiducia in noi, perché paghiamo le fatture”.

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