Oggi, proponendo alle scuole la «Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia», il MIUR ha attuato un vero e proprio golpe omofilo nei confronti del Parlamento.
Il Popolo della Famiglia Firenze si rivolge allora alle famiglie italiane:
“Cari genitori, esigete con forza dal Governo il buono scuola a costo standard per allievo, per l’effettiva libertà di educazione!…”
 
Il 5 maggio scorso Maria Assunta Palermo, direttore generale del Ministero dell’Istruzione, ha firmato una circolare nella quale si invitavano, per oggi 17 maggio – giorno in cui le lobbies omosessuali celebrano la «Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia», «a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali». Però, visto che il ddl Zan a ottobre 2021, che prevedeva la suddetta iniziativa, fu stoppato al Senato dalla “tagliola” prevista dall’art. 96 del regolamento parlamentare, al momento non esiste una legge in Italia che la deliberi. 
 
Si tratta quindi di un vero e proprio golpe omofilo attuato dal MIUR, nei confronti del Parlamento. Atto circa il quale i partiti del Governo Draghi si dimostrano ancora una volta aspramente divisi, vedi l’Agenzia DiRE qui, mentre lo stesso Premier, loquace quando si tratta di attizzare, nei fatti, la guerra russo-ucraina, mantiene sul tema un fragoroso silenzio. 
 
Circa l’arbitraria disposizione, se non vogliamo chiamarla imposizione, della “Giornata internazionale contro l’omofobia” agli studenti italiani, invece di scrivere una lettera di protesta al titolare del MIUR, il Ministro Patrizio Bianchi, che dobbiamo dare già per perso, il Popolo della Famiglia Firenze preferisce rivolgersi idealmente alle famiglie. Il referente del Popolo della Famiglia per Firenze, Pier Luigi Tossani, dichiara quindi:
Care famiglie italiane, è ormai palese che la pretesa emergenza ofobica, che nei fatti non esiste, come giustamente osserva il nostro Presidente Mario Adinolfi, è un puro pretesto ideologico statalista, per modellare le menti dei nostri figli, nel senso di sdoganare l’omosessualità come cosa legittima, buona e giusta. 
 
Ma in realtà, procedendo in questo senso, i promotori di questo disegno demoliscono le basi antropologiche della nostra civiltà, e destabilizzano sistematicamente le nuove generazioni, per poterle meglio controllare. E’ quindi a rischio la sopravvivenza della Nazione.
Noi riteniamo che, fatta la giusta critica, sia però necessario e urgente operare in senso costruttivo. Segnaliamo quindi alla vostra attenzione un’autentica emegenza nazionale, che è quella della mancata educazione all’“essere” della persona, dalla quale discende poi anche il riconoscimento della propria identità sessuale, maschile per gli uomini, e femminile per le donne. Questo parrebbe scontato, ma gli ideologi statalisti remano contro questo concetto, intimamente legato al Dirirtto Naturale. Segnaliamo quindi a voi genitori l’opportunità di reclamare energicamente, a livello politico, il sacrosanto diritto al primato educativo dei vostri figli, secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 26), la Convenzione Europea sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 14), e l’articolo 30 della nostra Costituzione. Esigete quindi dal Governo il buono scuola a costo standard per allievo, per l’effettiva libertà di educazione, che per essere tale lo deve essere anche a livello finanziario. Il buono potrà essere speso dalle famiglie nell’Istituto di loro scelta, di ogni ordine e grado, statale o paritario che sia. Verrà così generata una concorrenza virtuosa tra Stato e privato, e saranno al tempo stesso evitati ai nostri figli indottrinamenti omofili indesiderati. Su questo punto, che è ai primi posti del nostro programma politico, ci troverete sempre al vostro fianco.

Rispondi