E’ cresciuto a ‘pane ed antimafia’. Quella vera, vissuta come impegno con un padre sempre sotto pressione perché oltre ad essere padre era un magistrato e presiedeva il primo grande processo a Cosa Nostra, il Maxi processo.Stefano Giordano, figlio di Alfonso, è cresciuto così, respirando in prima linea già dentro casa gli anni del processo che segnò la svolta nella lotta alla mafia. Oggi fa l’avvocato e in questo ruolo continua a respirare l’esigenza quasi fisica di giustizia, intesa nel senso più alto del termine

“Resto sbigottito, però, dalle polemiche di questi giorni. Sono atteggiamenti tipici di una sinistra vetero marxista che aggredisce non tanto il programma dell’avversario quanto l’avversario stesso.  Devo dire con forza che non esiste un partito della mafia e un partito dell’antimafia. Chi vive in Sicilia, chi ogni giorno si confronta con la città di Palermo sa che la mafia tende ad infiltrare tutti i partiti. Ci sono le persone perbene e ci sono i mafiosi in tutti gli schieramenti. La battaglia è quella di riconoscerli e isolarli”

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