Chi gli ha parlato al telefono ha sentito una melodia araba in sottofondo. «Sono felice. Posso avere il diritto di esserlo?». La nuova vita di Rosario Crocetta, governatore pd della Sicilia dal 2012 al 2017, è in Tunisia. L’ex presidente della Regione ha venduto la sua casa di Gela, la città in provincia di Caltanissetta in cui è nato nel 1951, per prendere la residenza nel paese africano. Politica, Italia, Tunisia: la mente va a Bettino Craxi. Quella di Crocetta, però, è un’altra storia. E lui, senza citare l’ex leader del Psi, tiene a precisarlo. «Sia chiaro: non sto scappando. Da niente e da nessuno».

Alle regionali di due anni fa Crocetta era stato escluso dalla candidatura al Parlamento siciliano per un ritardo nella presentazione delle liste. Il Pd, al posto del sostegno al secondo mandato del governatore uscente, aveva già deciso di puntare sul rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, poi sconfitto dall’attuale governatore di centrodestra, Nello Musumeci. Per Crocetta, tagliato fuori anche dall’Assemblea regionale siciliana, era la fine della carriera politica. «Sono disoccupato con onore. Non voglio più essere candidato a nulla».

La Tunisia era già meta delle vacanze dell’ex governatore. Ora è diventata la sua nuova patria. «Ma non ho lasciato Gela», ha spiegato Crocetta. «Ho sempre un fortissimo legame sentimentale, ci vado ogni volta che torno in Sicilia, nella mia casa di Tusa. Ho solo venduto quella di Gela perché non potevo tenerla. Devo pensare anche alla mia sicurezza: oggi ho la scorta, un domani non si sa», ha aggiunto in riferimento a una serie di progetti di attentati ai suoi danni sventati dal 2003 al 2010 dai magistrati e dalla Direzione distrettuale antimafia. «E poi non mi potevo più permettere condominio, donna delle pulizie, spese varie. Ora sono un modesto pensionato. Che non si può permettere tre case».

Crocetta, giovedì, avrebbe dovuto testimoniare al processo Polis, un’indagine su un presunto voto di scambio che vedrebbe coinvolti politici e imprenditori. L’ex governatore era atteso al tribunale della sua Gela. Ma non si è presentato. «Mi sono dimenticato», ha detto l’ex presidente della Regione al quotidiano La Sicilia. «Quello è un processo importante, ho già detto delle cose pazzesche. Manderò una mail».

Lo scorso maggio la procura di Caltanissetta aveva indagato Crocetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito nell’inchiesta sull’imprenditore Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia. Accuse che Crocetta aveva rigettato con forza. «Io da Montante non ho avuto un cavolo. Solo una scatola di torroni per Natale». Era lo scorso novembre. E l’ex governatore era in Tunisia. «Qui mi trovo in una profonda dimensione dell’anima. Ho sconvolto la mia esistenza. Quella del passato e del presente, ma anche quella del futuro. E ora mi trovo a dovermi difendere da una raffica di accuse infondate».

La Tunisia, nella zona di Hiboun, è diventata la sua prima casa. «Sì, ho cambiato vita. Qui è un posto meraviglioso, lo frequento da anni. Ho cambiato la residenza perché dopo tanto tempo non è che potevo fare l’extracomunitario. E poi la pensione è tassata al 5%. È anche conveniente. E poi ero stanco. Dopo cinque anni massacranti mi concedo un periodo sabbatico. Continuo la mia vita low profile. Mi farò i miei processi. Sono molto rispettoso della magistratura».

Fonte: Italia Oggi

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