La Procura di Palermo ha depositato agli atti dell’inchiesta altre intercettazioni a carico di Agostino Sansone e Pietro Polizzi, arrestati per scambio elettorale politico-mafioso.

Il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dal costruttore mafioso Agostino Sansone, 74 anni, che ospitò Totò Riina durante la latitanza, arrestato prima delle elezioni Comunali a Palermo per scambio elettorale politico-mafioso insieme al candidato di Forza Italia al Consiglio comunale, Pietro Polizzi, 52 anni, e a un collaboratore dello stesso Sansone, Manlio Porretto. Porretto ha rinunciato al Riesame, e Polizzi non ha presentato richiesta di scarcerazione. La Procura di Palermo si è opposta alla scarcerazione di Sansone, e il titolare dell’inchiesta, Paolo Guido, ha depositato agli atti tre nuove intercettazioni. In una conversazione, che risale al 25 maggio, il boss della Noce, Giancarlo Seidita, si rivolge a Sansone per ottenere l’autorizzazione a chiedere il pizzo ad alcuni imprenditori. Sansone si informa per accertare se le vittime siano legate ad ambienti mafiosi e poi risponde ok al taglieggiamento suggerendo addirittura a Seidita di aumentare la richiesta della tangente. E ciò confermerebbe lo spessore mafioso mantenuto da Sansone, tanto da sovrintendere alle estorsioni. In un’altra conversazione intercettata, invece, Polizzi si sarebbe vantato con la madre dei suoi rapporti con il mafioso Giuseppe Mannino, indicandolo come “il 41 bis”, una espressione usata per rendere l’idea del peso mafioso dell’uomo. Infine, da altre registrazioni è emerso che Polizzi, impiegato di Riscossione Sicilia, in cambio di soldi, avrebbe annullato debiti col fisco di Sansone e che, tra l’altro, dopo aver ricevuto 1.500 euro dal costruttore, avrebbe cancellato anche una cartella esattoriale di 37mila euro destinata a Porretto.

fonte teleacras angelo ruoppolo

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